2 aprile 2020, XIII Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo

Per la giornata dedicata all’autismo replichiamo un estratto da “Eccentrico. Autismo e Asperger in un saggio autobiografico”, di Fabrizio Acanfora vincitore del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2019.

Da quando è cominciata questa storia dell’asperger, ho scoperto un’infinità di cose. A volte, ciò che più mi sorprende è rendermi conto che un comportamento o un’abilità che ritenevo comuni a tutti, siano invece una prerogativa mia e di quelli come me. Altre volte, invece, dà sollievo scoprire che alcune mie caratteristiche già conosciute facciano parte di questa stessa condizione. (Fabrizio Acanfora)

«Le persone nello spettro autistico hanno un modo estremamente differente di pensare, si è detto. A prescindere dalle difficoltà sensoriali e dalla diversa percezione del mondo intesa come comprensione delle dinamiche sociali, il pensiero autistico è spesso concreto: in moltissimi casi si tratta di una modalità di pensiero visuale, uditiva, tattile, ovvero legata a uno o più sensi, in generale un modo di pensare che procede per riconoscimento e creazione di schemi spesso complessi.La diversa capacità di astrazione è documentata da numerosi studi e racconti in prima persona di persone autistiche, e non si scontra con le – talvolta – incredibili capacità matematiche o informatiche degli autistici. La matematica e l’informatica sono attività non necessariamente astratte perché seguono regole e protocolli ben precisi, percorsi e schemi facilmente visualizzabili.

Nei casi di autismo severo, vediamo spesso che la persona ha necessità di toccare gli oggetti e il proprio corpo, molte volte addirittura di colpire se stessa. Questo perché, come apprendiamo dai racconti di queste stesse persone, esse sono incapaci di percepire i confini e la posizione del proprio corpo nello spazio (carenze del sistema propriocettivo), e attraverso il tatto riescono a delimitare quei confini, anche i propri confini fisici.

Nel mio caso il canale preferenziale di entrata delle informazioni esterne è l’udito, ma quello di elaborazione del pensiero, diciamo quindi il canale interno, è prettamente visuale. Forse la mia passione per la musica nasce da una caratteristica già predominante nel mio cervello. I suoni, i rumori, le voci, tutto ciò che possa essere percepito dall’orecchio umano attira la mia attenzione istintivamente e inesorabilmente. Ma dal punto di vista di elaborazione di idee e concetti, ho fondamentalmente una capacità di formulare pensieri astratti estremamente particolare: mi risulta praticamente impossibile sviluppare un ragionamento che non possa in qualche modo ‘vedere’ o ‘sentire’.In pratica si tratta di una modalità di pensiero che si può definire bottom-up, ossia dal basso verso l’alto. Se un oggetto non è visualizzabile, anche come suono, non riesco facilmente a pensarlo. E questo vale per qualsiasi oggetto, anche un concetto, un’idea. In realtà con pensiero visuale credo sia possibile intendere non solo le immagini visive, ma anche quelle uditive, tattili e olfattive. Parlando di visualizzazione degli oggetti, quindi, mi riferisco al fatto che una parola, per chi rientra in questa modalità di pensiero, deve necessariamente corrispondere a qualcosa di riproducibile nella mente, a un’immagine di qualsiasi tipo, anche un suono, un sapore, ma che sia presente nella nostra mente come entità slegata dalla parola. In pratica, se una parola non fa riferimento a qualcosa di concreto, per alcuni di noi diventa difficile se non impossibile comprenderla e, soprattutto, utilizzarla in un discorso.

Eccentrico

La copertina del libro di Fabrizio Acanfora, “Eccentrico. Autismo e Asperger in un saggio autobiografico”, vincitore del Premio Nazionale Divulgazione Scientifica “Giancarlo Dosi” 2019.

Dichiara l’autore: “Il primo premio assoluto al Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica Giancarlo Dosi 2019 ha per me un significato speciale perché il libro con cui ho partecipato mi ha consentito di mostrarmi al mondo per quello che sono, con l’intento di poter divulgare un’informazione corretta e semplice da comprendere sull’autismo. Ho deciso di mettermi in gioco personalmente, raccontando momenti della mia vita e mostrando le difficoltà e i punti di forza della condizione autistica per presentare ai lettori le immagini e le sensazioni della realtà che, in quanto autistico, sperimento quotidianamente. Una realtà che viene ancora troppo spesso narrata da persone che conoscono l’autismo solo dal di fuori.”

“Eccentrico è un manuale di psichiatria al contrario: – continua Acanfora – I cosiddetti sintomi, cioè quei comportamenti spesso incomprensibili tipici dell’autismo, sono stati lo spunto per raccontare delle storie in cui, per un attimo, smettono di essere semplici criteri diagnostici, diventando caratteristiche insostituibili che fanno parte dell’identità di ciascuno. Poiché credo da sempre nel valore fondamentale della ricerca scientifica, ho corredato ogni racconto, ogni caratteristica descritta nel libro, con delle spiegazioni chiare e scientificamente verificate, spesso inserite come note a piè di pagina per non distrarre il lettore, lasciando che possa il più possibile immedesimarsi in un mondo che, scoprirà leggendo, non è necessariamente costituito da deficit o comportamenti da riparare, ma nella maggior parte dei casi da differenze che desiderano solo di essere comprese, incluse, rispettate.”