Le macchine molecolari, 1088press, 2018

Autore di riferimento: Alberto Credi e Vincenzo Balzani

Biografia: Alberto Credi è professore di chimica all’Università di Bologna e ricercatore associato al Consiglio Nazionale delle Ricerche. E’ direttore del Center for Light Activated Nanostructures (CLAN), un laboratorio per lo studio di sistemi molecolari fotoattivi avanzati. L’obiettivo della sua ricerca, per la quale ha ricevuto numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero, è lo sviluppo di dispositivi, macchine e materiali molecolari in grado di svolgere funzioni utili.

Vincenzo Balzani è professore emerito di Chimica all’Università di Bologna. Autore di oltre 700 pubblicazioni, è uno dei chimici italiani più citati di sempre. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la sua attività scientifica, fra i quali lauree “Honoris Causa” presso le Università di Friburgo (CH) e di Shanghai (Cina) e il Nature Award for Mentoring in Science. Alla ricerca scientifica affianca un’intensa attività di divulgazione sul rapporto fra scienza e società e fra scienza e pace.

Abstract: Gli organismi biologici, compresi gli esseri umani, utilizzano macchine costituite da molecole, cioè di dimensioni nanometriche (milionesimi di millimetro) per svolgere funzioni fondamentali per la vita. La realizzazione di macchine e motori molecolari artificiali non è soltanto un’affascinante impresa scientifica, ma anche uno dei principali obiettivi della nanotecnologia, come dimostrato dal conferimento del Premio Nobel per la Chimica 2016. Negli ultimi trent’anni gli scienziati hanno compreso i concetti alla base del funzionamento delle macchine molecolari e hanno costruito semplici prototipi in grado, ad esempio, di utilizzare la luce solare come fonte di energia. La realizzazione di questi nanodispositivi è uno straordinario risultato scientifico che può innescare una nuova rivoluzione industriale, capace di cambiare le nostre vite con applicazioni innovative nella tecnologia dei materiali, nell’informatica, nella robotica e nella medicina.

L’opera è in Open Access, ecco dove trovarlawww.1088press.it