Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore 2018

L’idea di una giornata dedicata al libro nacque per la prima volta in Catalogna, promossa dallo scrittore valenziano Vincent Clavel Andrés. Fu re Alfonso XIII, il 6 febbraio 1926, a istituire una Giornata del libro spagnolo celebrata in tutta la nazione, inizialmente fissata nella data del 7 ottobre e successivamente spostata al 23 aprile, giorno della festa del patrono della Catalogna San Giorgio. In questa giornata, è tradizione in Spagna che gli uomini regalino alle proprie donne una rosa, sicché divenne consuetudine tra i librai catalani dare in omaggio una rosa ai clienti per ogni libro comprato. Divenuta festa internazionale nel 1996 per volontà dell’Unesco, la Giornata Mondiale del Libro si celebra in una data di grande importanza per il mondo delle lettere, in quanto proprio il 23 aprile morirono tre grandi scrittori, lo spagnolo Miguel de Cervantes, l’inglese William Shakespeare e l’Inca Garcilaso de la Vega.

L’intervista a Paolo Ambrosini, Presidente dell’Associazione Librai Italiani

In occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, l’intervento di Paolo Ambrosini, Presidente dell’Associazione Librai Italiani: “La lettura è un modo per crescere come persone e come cittadini”


Oggi parlare di libri e di lettura in Italia è elitario, non nel senso proprio di un’élite, ma nel senso di riservato a pochi, che diversamente dalla massa la considerano importante per sé e per le loro comunità; ed è proprio questo il problema principale: la lettura, come anche la cultura in generale, in Italia non è mai stata considerata come un’opportunità da cogliere per lo sviluppo socio-economico del Paese, ma è sempre stata vista come un diversivo, un ozio per chi non sa cosa fare di meglio; eppure, se andiamo a guardare sia nel resto d’Europa sia in alcune parti d’Italia, scopriamo che laddove come sistema Paese si crede nella lettura, e quindi si investono risorse importanti per la sua diffusione, cresce il benessere socio-economico.

In fondo, nei libri, in qualsiasi libro, si ritrova l’uomo, la sua vita; e la loro lettura è un’occasione di crescita, come ha detto bene Pierdomenico Baccalario, autore di libri per ragazzi, ”dopo che ho letto un libro non sono più solo Pierdomenico ma Pierdomenico più quel libro”; i libri, le loro storie, sono, in estrema sintesi, un modo per crescere come persone e come cittadini. E oggi forse più che in passato abbiamo bisogno di libri e di lettura per interpretare al meglio il presente: le migrazioni, i rapidi cambiamenti socio-economici, l’affermarsi di nuove culture, il crollo delle ideologie, la perdita del senso di comunità, il prevalere dell’io sul noi… capire e comprendere tutto questo da soli è difficile e per questo nel Paese vi è un profondo sentimento di scoramento e di ricerca delle soluzioni più rassicuranti, che però non sempre tengono conto della complessità del momento che stiamo vivendo.

Ma i libri, per arrivare nelle mani del lettore, hanno bisogno, ancor più in questo difficile momento storico, di mediatori preparati e competenti, i librai italiani, che quotidianamente vengono a contatto con la ricca produzione editoriale e che quindi, meglio di chiunque altro, possono aiutarci a trovare la storia giusta, quella che magari stavamo cercando senza esserne in realtà consapevoli; le librerie italiane tutte, con i loro appassionati librai, sono un grande deposito di opportunità per tutti noi, per il nostro Paese, per ritrovare quello slancio ideale che ha fatto nei secoli scorsi dell’Italia uno dei motori del cambiamento, portando Marco Polo a spingersi a Oriente e Cristoforo Colombo a Occidente, aprendo così l’Europa ad una prospettiva mondiale, e Galileo Galilei a superare alcune “verità” di scienza, e che ha dato infine all’Italia un patrimonio culturale che ci è invidiato in tutto il mondo.

Per questo, noi librai di Ali Confcommercio, siamo convinti che la lettura e le librerie siano un valore che il Paese deve riscoprire: dobbiamo credere nella lettura, dobbiamo far capire ai nostri figli che frequentare le librerie, i librai, i libri e le loro storie fa bene a loro e al Paese in cui vivono; per questo, prima delle campagne istituzionali che invitano a leggere, si deve investire come sistema-Paese perché nelle case ci siano i libri da leggere e da sfogliare, per far sì che diventino un patrimonio familiare; ed il modo più efficace, secondo noi, che dia un segnale alle famiglie di quanto sia utile la conoscenza e la formazione, è in quel provvedimento, da ormai troppo tempo da Ali Confcommercio sollecitato, che preveda la detrazione fiscale delle spese di acquisto dei libri: e allora finalmente avremmo le case italiane piene di libri con le loro storie, la nostra vita, il nostro mondo: ovvero noi, il nostro presente e il nostro futuro.

Il Presidente Ali Confcommercio
Paolo Ambrosini