Il processo a Galileo Galilei dovrebbe insegnare che gli Inquisitori sono figli dell’ignoranza

Tratto da Buongiorno Latina

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“Comandare, ubbidire, credere” è questo il motto di molti esseri umani, da una parte educati all’obbedienza senza “se” e senza “ma” e dall’altra portati alla sopraffazione di chi deve obbedire senza “se” e senza “ma”. Appartenere, ad esempio, ad un partito (da “partitus”, participio passato del verbo latino “partìri”, dividere) significa appartenere ad una parte della società (da ciò ne deriva la divisione) in cui ha valenza una certa ideologia suffragata da principi e valori condivisibili e accessibili parimenti a tutti i suoi componenti. Ciò significa che costoro parlano tutti “la stessa lingua” ed hanno lo stesso orientamento socio-politico, e anche ideologico-culturale. In filosofia, la dialettica insegna che alla “tesi”, che afferma una determinata opinione si deve contrapporre sempre un punto di vista contrario, cioè “l’antitesi”, la quale però abbia lo stesso livello o ambito razionale e culturale della “tesi”, affinché dalla negazione si abbia una sintesi condivisa che conduca alla verità. Cito questo per capire ciò che provò Galileo Galilei negli anni antecedenti il processo, che lo vide imputato come eretico per avere abbracciato l’eliocentrismo copernicano, fondato su basi razionali e su prove scientifiche, e che negava, ovviamente, il geocentrismo il quale, invece, era fondato su basi dogmatiche e dettami religiosi. All’opinione galileiana scientificamente provata si contrappose l’opinione dogmatica intransigente, quella del cardinale Bellarmino, del papa Paolo V (alias Camillo Borghese) e di altri personaggi nemici dichiarati di Galileo, suffragata dalle sacre Scritture, secondo cui la Terra era ritenuta immobile e il Sole e le stelle ruotavano attorno ad essa. In tal caso, la “tesi” galileiana non aveva come “antitesi” quella del cardinale in quanto “tesi” e “antitesi” non appartenevano allo stesso ambito culturale. Cioè, la prima aveva basi razionali e scientificamente provate mentre la seconda aveva fondamenta dogmatiche e irrazionali. È inquietante scoprire che le idee supportate da prove scientifiche, quando risultano scomode al potere costituito, sia esso politico o accademico, o, come in questo caso, religioso, vengano negate a priori in quanto l’argomentazione scientifica appartiene ad un ambito diverso da quello religioso. Non può esserci sintesi in questo caso, e quindi neppure dialettica, perché le parti contrapposte parlano “lingue diverse” ed una di queste, quella della religione, non vuole assolutamente intendere l’altra parte perché pensa, in buona fede o mala fede, che non si può contraddire la parola di Dio. È per questo che il potere costituito per mantenere inalterato il proprio status quo, deforma, trasforma o impone i fatti così come gli conviene, pro domo sua. Come dire che, per fare un esempio, in ambito giudiziario la “verità processuale” sia una “verità” di comodo che non corrisponde alla “verità vera”. Manipolare la verità consapevolmente e imporla dopo averla plasmata facendo credere che sia bianco ciò che è nero, o viceversa, richiede opera di alta ingegneria mentale e di becero assolutismo indiscusso. A ciò si aggiunga che l’imputato o l’inquisito viene colto emotivamente anche dalla paura, (ricordiamo che, il 17 febbraio 1600, il frate domenicano Giordano Bruno era stato arso vivo a Campo dei Fiori a Roma) sentimento irrazionale che blocca ogni possibilità di difesa e che lo porta inconsciamente ad accettare tutto ciò che gli viene imposto, sorvolando sulle contraddizioni evidenti, sulle petizioni di principio, sulla falsità, così, come nel caso di Galileo che accettò, obtorto collo, di abiurare. Si immagini solo per un attimo, anche, cosa abbia potuto provocare nella mente degli inquisitori lo sconvolgimento causato da una nuova visione del mondo che mandava in frantumi quella tradizionale e che faceva perdere, quindi, la posizione privilegiata dell’uomo, ritenuto unico e solo figlio di Dio, nell’Universo! D’altra parte, può uno scienziato essere contrastato nelle sue argomentazioni da chi scienziato non è e non capisce niente di fatti scientifici? Può la Scienza, basata sulla dialettica, essere negata dal dogmatismo e dall’ignoranza eletta autonomamente a sapienza? “Infinito è il numero degli stolti”, citando una frase biblica, perché la stupidità e l’arroganza umane non hanno confini. La nostra Era gode di uno sviluppo scientifico, e quindi tecnologico, che non ha paragoni nella Storia dell’uomo. In essa, nel contempo, circola una rete di informazioni diffuse e incontrollate, a volte errate, tramite Internet che attrae ma, nel medesimo tempo, spesso confonde il lettore.

L’informazione sostituisce la Conoscenza e ciò fa sì che chi legge e non è in grado di porsi criticamente di fronte a determinate informazioni scientifiche, perché non ha gli strumenti per capire, si lascia condizionare soprattutto da ciò che risulta più omogeneo con le proprie fisime e più congeniale con le proprie aspettative. Succede, allora, che l’emotività e la presunzione di sapere prevalgano così sulla razionalità.
E, allora, capita che la storia galileiana si ripete perché costui prende il posto del cardinale Bellarmino & C. e diventa inquisitore mentre lo scienziato è l’inquisito.
Nucleare sì, nucleare no! OGM (Organismo Geneticamente Modificato) sì, OGM no! Chi può scegliere tra due opzioni antitetiche se il suo livello di conoscenza non è adeguato a comprendere gli effetti sull’uomo e sull’ambiente, e quindi a fare una scelta consapevolmente giusta? Eppure, c’è chi difende strenuamente l’una o l’altra alternativa senza avere cognizione consapevole e compiuta a riguardo! L’emotività, in questo caso, prevale su tutto! Ovviamente, non bisogna nascondere che c’è anche chi ha interesse, materiale, economico, politico, o ideologico, per l’una o per l’altra opzione a dire cose che suscitano paura nella gente, per far sì che la scelta sia orientata a proprio vantaggio. Per questo, oggi più che mai, è necessario dare impulso e fondamentale importanza alla Conoscenza tramite uno studio serio e approfondito, la lettura di riviste scientifiche accreditate e un aggiornamento continuo affinché ciascuno chiamato a scegliere faccia una scelta autonoma e con convinzione di causa.
(Il dipinto “Galileo di fronte al Sant’Uffizio” è del pittore francese Joseph-Nicolas Robert-Fleury)

Francesco Giuliano