Il processo del Sant’Uffizio a Galilei

Evento di apertura dell’edizione 2018 del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica – Giancarlo Dosi

Giovedì 29 marzo, ore 15,00-16,30
CNR – Sala Marconi
Roma, Piazzale Aldo Moro 7

Nel 1495, tre anni dopo la scoperta dell’America, un giovane studioso polacco, Niccolò Copernico, arrivò in Italia per proseguire all’Università di Bologna i suoi studi di matematica e di astronomia. Copernico, basandosi sulle intuizioni di alcuni astronomi del passato, era andato convincendosi che è il Sole e non la Terra al centro dell’Universo, e aveva intenzione di dimostrarlo una volta per tutte. Tuttavia, spaventato dall’effetto  che le sue scoperte avrebbero provocato nella cultura accademica dominante e nella Chiesa – sostenitrici della visione opposta: quella aristotelico-tolemaica – cercò di ritardare per quanto possibile la diffusione dei suoi stessi studi, così che la pubblicazione del suo libro “sulla rivoluzione dei corpi celesti”, poté vedere la luce, in un’atmosfera surreale di semiclandestinità, soltanto nel 1543, l’anno della sua stessa morte. Nonostante i timori, il libro non ebbe inizialmente una gran fortuna nemmeno negli ambienti più dotti e le stesse autorità ecclesiastiche-concentrate a difendersi dalla sfida della Riforma protestante – non sembrarono preoccuparsene più di tanto. Ma il fuoco covava sotto la cenere e un numero crescente di studiosi andava approfondendo e sviluppando le teorie di Copernico, scontrandosi in modo sempre più aperto con l’autorità della Chiesa e i testi delle Sacre Scritture. Tra questi studiosi il più noto è Galileo Galilei, considerato storicamente il fondatore del metodo scientifico e il padre della scienza moderna Galilei era nato a Pisa nel 1564, primogenito di una famiglia numerosa di cui dovette ben presto occuparsi a seguito della morte del padre. E lì, tra Pisa, Firenze e Siena fece i suoi primi studi, letteralmente incantato dalle potenzialità della matematica e dalle sue sterminate applicazioni alla meccanica e all’ingegneria. E sempre  a Pisa ottenne la sua prima cattedra all’Università. Poi – conseguito un incarico meglio retribuito – si trasferì  a Padova, nella Repubblica di Venezia, dove le sue osservazioni astronomiche lo convinsero definitivamente della validità delle teorie di Copernico. Galilei scrive, si entusiasma, fa proseliti, dedica addirittura le sue scoperte al Papa, ma si attira i sospetti e le critiche sempre più feroci da parte delle autorità ecclesiastiche. Nel 1633, al culmine della polemica, viene convocato a Roma dal Sant’Uffizio per rispondere del reato di eresia: oltre due mesi di confronto e di interrogatori che si concludono il 22 giugno 1633 con una sentenza che ha fatto storia. Lo spettacolo teatrale che va in scena è la ricostruzione in un solo atto di quel processo.

Realizzazione:
CRT Centro Ricerche Teatrali “Teatro-Educazione” EdArtEs di Fagnano Olona (VA)

Laboratorio teatrale:
Stefania Cringoli, Marco Miglionico, Serena Pilotto, Gian Paolo Pirato

Testi: Giancarlo Dosi
Direzione Artistica: Gaetano Oliva

Per informazioni: info@premiodivulgazionescientifica.com

Per accreditarsi all’evento è sufficiente registrarsi attraverso il link presente nella barra laterale del sito dell’Associazione (home page)