Ah, l’ebbrezza del vino

AH, L’ EBBREZZA DEL VINO

Mi ammala il vigore dell’autunno
la piena dei tini
la fragilità degli acini
pendenti sotto la pergola
la foglia stanca dei giorni
pronta a disperdersi.

Dura poco in me l’ebbrezza del vino
svolazza sulle labbra
tra la nebbia della mente
sull’orlo di un forzato sorriso
candidamente umano
si perde poi
nella marea della realtà
e… si fa più vecchio il cuore.

Nel cono d’ombra
tra speranze, dubbi
calici spumeggianti
io sono la guerra che non vedo
molto alte volano la schegge.

Viaggio sottovento
come l’ortica
brucio furtiva sul margine
ma sempre il SOLE
risveglia le sue spighe
alla verità del tramonto
anche quelle
in sofferta lontananza
inseguite fino al mare
senza requie
senza mai cedere all’addio.

Iole Chessa Olivares.