Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2017. Finalissima del 14 dicembre dedicata a Giancarlo Dosi

Dopo il lungo lavoro delle giurie che hanno selezionato quest’estate in ciascuna area scientifica le opere da avviare alla fase finale del Premio, il Comitato Scientifico ha individuato gli autori dei Libri che si contenderanno i riconoscimenti in palio nella finalissima del 14 dicembre a Roma (Aula Convegni del CNR, Piazzale Aldo Moro 7, ore 15,00-18,00).

Nel corso della manifestazione gli autori delle 15 opere in gara si affronteranno di volta in volta di fronte al pubblico per conquistare il primo posto in classifica nella propria area e aspirare al titolo più alto in palio: il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2017 – Giancarlo Dosi. Anche per quest’anno, infatti, sarà presente in sala una giuria di 150 persone chiamate ad esprimere in diretta il proprio voto con un voter elettronico. Durante la serata saranno premiati anche i vincitori della sezione Articoli e Blog del Premio. Presidente della giuria di sala è il presidente del comitato scientifico del Premio: Giorgio De Rita.

Il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica è organizzato dall’Associazione Italiana del Libro con il patrocino del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), dell’AIRI (Associazione Italiana per la Ricerca Industriale) e dell’UNINETTUNO (International Telematic University).

Pubblichiamo di seguito la lista degli autori, e dei rispettivi libri, che si contenderanno i premi in palio nel corso della manifestazione conclusiva del 14 dicembre a Roma.

___________________________

>>> Scarica la brochure <<<


 Area A – Scienze matematiche, fisiche e naturali

 

Alfonso Lucifredi, Alla scoperta della vita – Le grandi rivoluzioni delle scienze naturali, Hoepli, 2017

Dai viaggi dei grandi avventurieri dell’Ottocento, come Alexander von Humboldt, fino alle scoperte paleontologiche di Mary Anning e alle “guerre dei dinosauri” tra scienziati a caccia del fossile più bello. Dall’incredibile rivoluzione dell’evoluzionismo fino agli studi sul comportamento animale, per arrivare alla scoperta del calamaro gigante, uno dei mille misteri che ancora si celano negli oceani. Il libro raccoglie alcune tra le più grandi scoperte delle scienze naturali degli ultimi secoli, narrate dal punto di vista dei grandi scienziati che le compirono: uno sguardo inedito sulla storia delle rivoluzioni scientifiche che ci hanno permesso di conoscere e amare la natura del pianeta Terra. A partire dall’orchidea del Madagascar e dalla ricerca del suo unico impollinatore da parte di Wallace, Darwin e altri grandi scienziati, la storia delle scienze naturali viene ripercorsa come un costante susseguirsi di scoperte e di nuove meraviglie vissute in prima persona dai loro grandi protagonisti. Alfonso Lucifredi (1977), è un naturalista, giornalista scientifico, fotografo, videomaker, scrittore e musicista genovese di origine argentina. Dal 2002 è autore di mostre, laboratori, conferenze, articoli e documentari di divulgazione scientifica.

 

CDS_Cimatti_LuniversoOscuro_PIATTOAndrea Cimatti, L’Universo oscuro – Viaggio astronomico tra i misteri del cosmo, Carocci, 2017

Il cielo stellato offre uno spettacolo meraviglioso e suggestivo. Ma che cosa si nasconde dietro alla luce delle stelle edella Via Lattea? Per comprendere come è fatto l’Universo, quanto è grande, da cosa è composto, quando è nato e come evolverà, il libro offre una panoramica che parte dalla Terra e arriva al Big Bang, penetrando anche nel piccolissimo mondo di atomi e particelle. Pagina dopo pagina, prende forma un Universo che suggerisce più quesiti delle risposte che oggi è possibile fornire. E si scopre così che il 95 per cento del suo contenuto è ancora oscuro e ignoto. Il linguaggio accessibile a tutti e le numerose illustrazioni aiutano il lettore ad affrontare le grandi domande sull’Universo. Andrea Cimatti (1964), Scienziato visitatore presso European Southern Observatory ESO, Garching (Germania). Postdoctoral fellow e visitatore presso University of California (Livermore e Berkeley) (1995-1996). Ricercatore astronomo presso INAF, Osservatorio Astrofisico di Arcetri (1994-2003). Astronomo Associato presso INAF, Osservatorio Astrofisico di Arcetri (2003-2006). Professore ordinario presso Università di Bologna, Dipartimento di Fisica e Astronomia (DIFA) (dal 2006).

 

Schermata-2017-08-10-alle-02.56.32Gianfranco Pacchioni, Scienza, quo vadis? – Tra passione intellettuale e mercato, Il Mulino, 2017

Il ‘900 ha prodotto straordinari sviluppi scientifici con conseguenze profonde sul mondo in cui viviamo. Ma negli ultimi anni il modo di fare scienza è cambiato. In queste pagine riviviamo, attraverso le riflessioni e le esperienze personali di un protagonista, i meccanismi della ricerca e del sapere scientifico contemporaneo. Un sistema in cui passione, curiosità e rigore faticano sempre di più a trovare spazio, schiacciati come sono da dure leggi di mercato. Da vocazione di pochi, fare ricerca è diventato un mestiere di molti, forse di troppi. Con conseguenze e rischi, come l’aumento di frodi, plagi, ma soprattutto con una produzione scientifica abnorme e spesso di scarso rilievo. La soluzione? Adottare un approccio slow che privilegi la qualità alla quantità, e aiuti a riscoprire la centralità della figura di scienziato responsabile. Gianfranco Pacchioni (1954), è Pro Rettore alla ricerca presso l’Università Milano Bicocca. Si occupa di teoria quantistica della materia e nanotecnologie. Ha conseguito il dottorato di ricerca alla Freie Universität di Berlino (1984), e lavorato presso l’IBM di Almaden (California), il Politecnico di Monaco di Baviera, l’Università di Barcellona, l’Università di Paris VI e il Fritz-Haber Institut di Berlino.

 


Area B – Scienze biologiche e della salute

 

Cattura56Giovanni Maga, Batteri Spazzini e Virus che Curano – Come le biotecnologie riscrivono la vita, Zanichelli, 2016

Le biotecnologie sono tra noi e non se ne vanno. Con equilibrio fra il facile entusiasmo e il rifiuto a priori, conoscerle conviene. Sono attività umane che modificano un organismo biologico, il più delle volte nel suo DNA. Nascono così gli OGM che vanno ben oltre i cibi geneticamente modificati. Comprendono batteri “spugne” che assorbono il mercurio e altri metalli pesanti nell’ambiente; piante che producono farmaci; virus disarmati che introducono pezzi di DNA curativo in cellule malate. Gli ottimisti che nelle biotecnologie vedono la possibilità di migliorare la nostra vita scopriranno in questo libro che cosa è possibile fare e che cosa non lo è ancora. I pessimisti che vi sentono una minaccia per la natura e l’umanità troveranno il modo di confrontare le proprie opinioni e soprattutto di tranquillizzarsi – i mostri evocati non esistono. Giovanni Maga (1965), Oltre che di scienza, mi occupo anche di divulgazione della scienza e in questo ambito ho pubblicato due libri nella collana Chiavi di Lettura Zanichelli (Occhio ai Virus; Batteri Spazzini e Virus che Curano) e uno per la casa editrice Il Pensiero Scientifico Editore (AIDS: la Verità Negata), tutti di argomento scientifico e rivolti ad un pubblico generale.

 

Droghe-naturali-e-sinteticheLuigi Brunetti, Droghe naturali e sintetiche - Farmaci d’abuso tra falsi miti e reali pericoli, Autopubblicazione, 2016

La cocaina è meglio dell’amfetamina perché è naturale? La cannabis è una droga leggera? LSD è un acido che brucia il cervello? La divulgazione scientifica in ambito biomedico non sempre riesce a trasmettere le informazioni acquisite dai ricercatori in maniera semplice e, soprattutto, obiettiva. Nel campo delle droghe, argomentazioni di carattere politico, sociologico, criminologico, prendono spesso il sopravvento, oscurando o travisando la realtà scientifica e in parte alimentando falsi miti che in realtà nascondono i reali pericoli di queste sostanze. L’autore passa in rassegna le caratteristiche dei farmaci d’abuso di derivazione naturale e sintetica, spiegando in maniera semplice ma rigorosa i meccanismi alla base della farmacodipendenza e della tossicità acuta e cronica. Luigi Brunetti (1959), è laureato in Medicina e Chirurgia, specialista in Endocrinologia, dottore di ricerca in Scienze Endocrinologiche e Metaboliche, professore ordinario di Farmacologia, titolare degli insegnamenti di Farmacologia e Farmacoterapia e di Tossicologia nel Corso di Studi in Farmacia, Dipartimento di Farmacia dell’Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara.

 

cerasa-copertinaAntonio Cerasa, Expert brain – Come la passione del lavoro modella il nostro cervello, Franco Angeli Editore, 2017

Cosa hanno in comune un musicista, un architetto, un sommelier, un matematico, uno scalatore, un giocoliere, uno scacchista, un golfista, un profumiere e uno chef? Un cervello allenato. Sono, cioè, Expert Brains: appartengono a quella categoria d’individui che, grazie ad un estenuante allenamento, hanno sviluppato una particolare abilità ed eccellono in essa. Al punto che il loro cervello si è modellato di conseguenza. L’autore di questo volume, partendo proprio dagli chef, spiega cosa ha in comune il loro cervello e quali abilità condividono con i musicisti o gli scalatori rispetto, invece, agli scacchisti, architetti o sommelier. Ma va anche oltre. Parla di come fa il cervello a tornare a funzionare dopo una lesione o cosa succede al cervello quando si allena e si gonfia troppo o prova dolore. Per arrivare a spiegare che cos’è la Creatività e di come si possa studiare e quantificare anche nella nostra vita privata. Gli argomenti sono trattati intervallando il racconto anche con un immaginario dialogo con uno studente un po’ troppo curioso. Forse… un futuro Expert. Antonio Cerasa (1976), è un neuroscienziato e lavora come ricercatore presso l’IBFM-CNR. Inoltre è part-time lecturer di Psicologia delle Comunicazioni e Psicologia del Lavoro presso il CDL di Sociologia di dell’Università di Catanzaro.

 


Area C – Scienze dell’ingegneria e dell’architettura

 

RossoBOMBEpiattoRenzo Rosso, Bombe d’acqua – Alluvioni d’Italia dall’unità al terzo millennio, Marsilio, 2017

Il libro delinea la storia idraulica, civile e politica della “questione idrogeologica” italiana, dall’unità ai nostri giorni. Il problema, sempre più pressante e talvolta drammatico, è stato quasi sempre affrontato anteponendo l’urgente all’importante, senza cognizione del passato e visione del futuro. Liberato dalle catene cronologiche, il racconto del libro riunisce tempi e luoghi diversi nell’ambito di paradigmi tematici, disegnando una narrazione avvincente dove le genti, la politica, gli scienziati e i tecnici sono assieme protagonisti e vittime, salvatori e salvati, illusionisti e dannati. E per la prima volta le diverse sfaccettature del problema sono filtrate attraverso una lente scientifica razionale e unitaria, esponendo anche la prospettiva con cui si potrebbe affrontare la questione. Renzo Rosso (1950), è ordinario di costruzioni idrauliche e marittime e idrologia nel Politecnico di Milano dal 1986. Autore di monografie e testi scientifici internazionali, ha scritto più di 400 lavori su temi di idrologia, climatologia, idraulica e statistica, ottenendo importanti riconoscimenti scientifici.

 

Schermata-2017-09-20-alle-01.06.50Claudio Saragosa, Il Sentiero di Biopoli – L’empatia nella generazione della città, Donzelli Editore, 2016

In che modo lo spazio che ci circonda influisce su di noi? In questo libro Claudio Saragosa esplora il complesso legame tra la morfologia del territorio e il nostro benessere e, attraverso uno studio che si muove dall’urbanistica alla genetica e alle neuroscienze, arriva a dimostrare come una progettazione degli spazi che tenga conto dell’ecologia e della reazione neurologica degli individui possa migliorare la nostra qualità della vita. Gli esseri umani rispondono in maniera diversa alle configurazioni spaziali, alcune delle quali, se hanno determinate caratteristiche, contribuiscono più di altre al nostro benessere emotivo. La definizione di queste caratteristiche è frutto di un lungo processo di prove e correzioni degli errori, basato sulla nostra reazione, anche cognitiva, agli spazi e alla progettazione urbana, architettonica e artistica. In questo volume l’autore applica le nuove idee sull’empatia alla rigenerazione dello spazio urbano, con l’obiettivo di risanare la situazione provocata dagli ultimi anni di dissennato sviluppo anti-ecologico. Claudio Saragosa (1962), Professore Associato presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze – Insegna Storia dell’Urbanistica e “Pianificazione territoriale” nel Laboratorio di pianificazione territoriale e ambientale. 

 

3440_GiannettiIlaria Giannetti, Il tubo Innocenti – Protagonista invisibile della Scuola italiana di Ingegneria, Gangemi, 2017

Questo libro racconta la storia di quello che familiarmente si chiama il “tubo Innocenti”: più precisamente, di un piccolo giunto di acciaio che, inventato da Ferdinando Innocenti nel 1934, permette il bloccaggio di due tubi e il conseguente allestimento di spettacolari castelli. Fino alla metà degli anni ‘60, il sistema tubo-giunto Innocenti ha avuto, però, una vita parallela: una storia avventurosa al fianco delle grandi strutture. Ed è questa che qui si racconta. Una vita in cui il tubo-giunto è il migliore complice, il ghost writer, del successo della Scuola Italiana di Ingegneria. Complice dei successi del cemento armato, grazie anche ai perfezionamenti suggeriti da Pier Luigi Nervi e Riccardo Morandi, la centina Innocenti diventa la bellissima “primadonna” del cantiere artigianale ed è protagonista dell’affermazione della Scuola italiana di Ingegneria. Coinvolta anch’essa nel declino degli anni settanta, lascia il posto a sistemi costruttivi industrializzati, rimanendo però uno dei prodotti più tipici del design “Made in Italy”. Ilaria Giannetti (1982), architetto, è ricercatore post-doc per il progetto “SIXXI – Storia dell’ingegneria strutturale in Italia”, coordinato da Sergio Poretti e Tullia Iori, presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Dottore di ricerca in “Ingegneria edile: architettura e costruzione”.

 


 Area D – Scienze dell’uomo, filosofiche, storiche e letterarie

 

7026245_2010946Cristina Soraci, La Sicilia romana – Secc. III a.C. – V d.C., Carocci, 2016

Rispetto all’età greca, l’epoca romana in Sicilia è apparsa per secoli una lunga parentesi di decadimento. Attraverso la testimonianza delle fonti antiche, rilette alla luce dei più recenti studi, il volume offre, invece, un volto nuovo dell’isola, quello di provincia politicamente periferica, ma socialmente e culturalmente vivace, economicamente promettente e immancabilmente sfruttata. La Sicilia, “romana” solo dal punto di vista politico, era in realtà un coacervo di popoli, culture, tradizioni; l’incontro fra di essi, iniziato già prima della conquista romana e spesso tradotto in scontri aperti, aveva dato vita nell’isola a una società “interculturale”, in cui la coesistenza e la mescolanza tra le stirpi avevano apportato vari benefici. Dalla storia della Sicilia romana, dunque, un invito: la diversità, se opportunamente valorizzata, può costituire una ricchezza e un’inesauribile risorsa. Cristina Soraci (1978), insegna Storia della Sicilia antica nell’Università degli Studi di Catania. Ricercatrice di Storia romana, si occupa di storia politica, istituzionale, economica e sociale; tra le sue pubblicazioni si annoverano articoli su tematiche di varia natura, che coprono un arco cronologico compreso tra il V sec. a.C. e il V sec. d.C..

 

9788843085538_0_0_1624_75Marcello Lupi, Sparta - Storia e rappresentazioni di una città greca, Carocci, 2017

Città ben governata al punto da apparire un modello ideale di comunità politica. Città dedita esclusivamente all’esercizio delle armi e come tale simile a un accampamento militare. Città di “eguali” eppure fondata sulla selezione eugenetica dei “migliori”. Le rappresentazioni di Sparta nelle fonti antiche e nelle letture dei moderni sono innumerevoli, ma ne hanno restituito spesso un’immagine distorta. L’impetuoso sviluppo degli studi spartani negli ultimi decenni fornisce oggi un quadro più equilibrato – ma anche più problematico – del mondo di Sparta. Intrecciando il racconto degli avvenimenti storico-politici con la descrizione della società e delle istituzioni cittadine, il libro offre una ricostruzione sintetica e aggiornata della storia di una città che ha avuto un peso notevole nell’immaginario occidentale. Marcello Lupi (1968), dottore di ricerca in storia antica, è stato fellow presso il Center for Hellenic Studies (Washington DC, Harvard University) ed è attualmente Ricercatore universitario di storia greca presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Ha indirizzato la sua ricerca verso la storia sociale e istituzionale spartana e, più in generale, verso la Grecia arcaica, le guerre persiane e la storiografia greca di età classica.

 

Cattura70Francesca Masini, Nicola Grandi, Tutto ciò che hai sempre voluto sapere sul linguaggio e sulle lingue, Caissa Italia, 2017

La linguistica è la scienza che si occupa delle lingue umane e della facoltà del linguaggio che caratterizza Homo Sapiens. È una disciplina multiforme, che interagisce con altri ambiti del sapere, dalla genetica alla biologia, dall’archeologia all’antropologia, dalla sociologia alle neuroscienze. Nonostante la centralità che il linguaggio ricopre nella nostra vita, e nonostante il lavoro dei linguisti sia alla base di molti strumenti che usiamo ogni giorno (dizionari, ricerche su Google, riconoscimento vocale, ecc.), la linguistica e il mestiere del linguista sono poco noti al pubblico non specialista. Tutto ciò che hai sempre voluto sapere sul linguaggio e sulle lingue è il primo volume divulgativo sulla linguistica in lingua italiana. È dedicato alla memoria di Tullio De Mauro.
Francesca Masini (1979), è professoressa associata all’Università di Bologna dove insegna Linguistica generale, Teoria del lessico e Semantica.  Nicola Grandi (1973), è professore ordinario all’Università di Bologna, dove insegna Linguistica generale Sociolinguistica e Tipologia linguistica.

 


 Area E – Scienze giuridiche, economiche e sociali

 

CatturaFrancesco Anghelone, Andrea Ungari, Atlante Geopolitico del Mediterraneo 2017, Bordeaux edizioni, 2017

Le Primavere arabe sembrano un ricordo lontano, la pallida speranza dell’avvio di un processo di democratizzazione e di partecipazione sociale che non si è mai realizzato. Esse hanno invece determinato l’attuale fase storica, caratterizzata da una profonda incertezza e da una forte instabilità in tutta l’area del Mediterraneo. La Tunisia, origine di quei movimenti, è ancora in bilico tra la scelta di un futuro democratico e i pericoli del fondamentalismo islamico. La Libia, dopo la fine del regime di Gheddafi, è incapace di ritrovare la propria unità. La Siria, sconvolta da anni di guerra civile, è devastata dal dolore e dalla sofferenza. In un contesto così instabile e in continua evoluzione ha potuto crescere, prosperare e affermarsi lo Stato islamico, arrivando a controllare enormi porzioni di territorio iracheno e siriano. L’Atlante Geopolitico del Mediterraneo 2017 analizza questi e altri fenomeni attraverso 11 schede relative alla storia e all’attualità. Francesco Anghelone (1973), PhD in Storia d’Europa presso l’Università “Sapienza” di Roma,  è coordinatore scientifico dell’area di ricerca storico-politca dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” e collaboratore di «Aspenia Online».  Andrea Ungari (1971), è professore associato di Storia contemporanea presso l’Università Guglielmo Marconi e docente di Teoria e Storia dei Partiti e dei Movimenti politici presso l’Università Luiss-Guido Carli.

 

913442dcover26613Carlo Focarelli, Economia globale e diritto internazionale, Il Mulino, 2016

L’attuale si­ste­ma economico globale si ispira allo smithiano aspettarsi il bene comune dal­l’«egoi­smo del macellaio, del pa­nettiere e del birraio» (La ricchezza delle nazioni, I, 2, 2). Tende a premiare il vantaggio privato, ad equiparare ogni espres­sio­ne umana a merce di scambio, a deprezzare la ri­fles­sione criti­ca come deprimente «fat­to­re di co­sto», a potenziare il consumo di massa, ad esal­tare l’intelli­gen­za artificiale e a dilatare l’auto­mazione sociale. Nuovi ricchi trovano enormi opportunità mentre il divario tra potenti e impotenti risulta am­pliar­si. Nonostante le promesse di «democratizzazione», oltre che di «benessere», il sistema favorisce alcuni Stati e alcuni individui e gruppi al loro interno e omogeneizza la vita umana su scala globale. Per i cri­tici la «spelonca di la­dri» (Mc 11, 15-17; Lc 19, 45-48; Gv 2, 14-16) si è fatta glo­bale. Questo libro intende forni­re un quadro sintetico del diritto internazio­nale eco­nomico quale è e non quale do­vrebbe essere secondo i suoi difensori o i suoi op­positori. L’Introduzione intende fornire un quadro normativo, e non solo idea­le, dei «limiti» all’efficienza economica mentre i problemi sopra illustrati sono sviluppati più avanti nei punti più appropriati. Inu­tile dire quan­to il di­rit­to internazionale, come diritto che regola la comunità univer­sa­le anziché singole comu­ni­tà statali, sia importante nel­l’epo­­ca della globalizza­­zione. Carlo Focarelli (1961), prof. ordinario di Diritto internazionale a Roma Tre.

 

Generazioniz-1Giorgio Alleva, Giovanni Barbieri, Generazioni – Le italiane e gli italiani di oggi attraverso le statistiche, Donzelli editore, 2016

«20 maggio 2016: quattro donne si incontrano per festeggiare il compleanno della più anziana. Non è un film di Ettore Scola. È il racconto della vita di alcune donne, osservate attraverso le statistiche. Anche se queste donne di cui racconteremo la storia non esistono realmente, il loro presente è uno spaccato dell’Italia di oggi, in cui convivono diverse generazioni. Da una prospettiva diversa queste vite, proprio nella loro normalità, compendiano novant’anni di storia». L’informazione statistica pubblica disegna qui, per mano di due tra i suoi più autorevoli protagonisti, un grande affresco della nostra storia recente da una prospettiva nuova, documentata e rigorosa, spesso anche del tutto sorprendente. Giorgio Alleva (1955), è presidente dell’Istat dal 15 luglio 2014. Professore ordinario di Statistica presso l’Università di Roma «La Sapienza», ha svolto per molti anni attività di formazione specialistica in campo statistico per società scientifiche e istituzioni nazionali e internazionali. 
Giovanni A. Barbieri (1952), è dirigente di ricerca dell’Istat dove – tra l’altro – ha coordinato molte edizioni del Rapporto annuale. Prima di entrare all’Istituto nel 1994, ha lavorato per anni come economista applicato.