…E ha fatto anche un libro per bambini! Il MAMbo di Bologna ospita una mostra unica e curiosa

18395-facciata1Paul Cox, Keith Haring, John Cage: cosa hanno in comune questi artisti internazionali che hanno innovato i vari settori della cultura? Hanno ideato e costruito un libro per bambini. In questi giorni i loro prodotti sono esposti nelle teche della mostra esposta al MAMbo di Bologna, a cura di Corraini. I 26 testi attraggono lo sguardo del visitatore che si poggia su una copertina infantile acquarellata da Elsa Morante per il suo libro, La bellissima avventura di Caterì dalla trecciolina (Einaudi 1942), scorre su quella aggressiva di Bono, Prokofiev’s Peter the Wolf (Bloomsbury 2003), e si ferma su quella tipica di Haring, Nina’s book of little things (Prestel 1994). Sorprendente l’album da colorare di Warhol, in italiano e inglese (Gallucci 2012), composto da immagini classicheggianti in toni rosa e azzurri. L’esposizione ha previsto anche una sezione per laboratori in cui sono messi a disposizione dei bambini 4 testi, da toccare, ammirare, copiare, e a cui ispirarsi nella riproduzione di un proprio libro d’artista.

Da questo confronto con il libro per bambini, a volte occasionale, di artisti in senso lato (grafici, scultori, fotografi, designer, registi, scrittori ecc.) si evince che la vena creativa è sgorgata in occasioni personali, legate a motivi affettivi – come quelli ideati da Scialoja per le nipotine.

Altri libri, non nati per i bambini, ma adatti alle loro abilità di lettura e alla loro curiosità emotiva, sono allineati a quelli d’artista. Citiamo quello di El Lissitzky intitolato Pro dva Kvadrata. Tutti questi libri si distaccano per scopo e origine dagli albi illustrati tradizionali, sono di ottima qualità e testimoniano di una libertà creativa che si materializza in un progetto globale in cui l’autore sceglie il soggetto, il materiale, le dimensioni, l’impaginazione e così via.

Questa esperienza creativa collega due azioni, pensare e vedere; suggerisce la necessità di esplorare il mondo anche attraverso il gioco, molto presente nel mondo infantile, ribadisce l’intenzionalità di ribaltare le acquisite realtà e i criteri di riconoscimento, come il surreale e ironico albo del designer M. Glaser in cui le rime baciate descrivono ipotetici animali, oggetti, personaggi, sotto l’ammiccante titolo Se le mele avessero i denti. (Corraini 2017).

Una mostra curiosa, intrigante, stimolante in cui il minimo comune denominatore è il libro come forma di efficace dialogo tra un adulto e un bambino, anche se apparentemente i loro mondi appaiono distanti e i loro linguaggi a volte non comunicanti.

Claudia Camicia