Atlante dell’infanzia a rischio (Save the Children)

Atlante-dell-iinfanzia-a-rischio_2016La povertà educativa segna la vita di oltre un milione di famiglie. le stesse che sono afflitte da povertà economica. Purtroppo l’indagine che Save the Children consegna alla platea degli educatori e giornalisti presenti alla Fiera internazionale del Libro per ragazzi di Bologna preoccupa per i dati statistici che, segnalati dall’ISTAT già alcuni anni fa, hanno avverato le più pessimistiche previsioni. La realtà italiana censita in 43 mappe evidenzia un grave dislivello tra agglomerati di città e campagna, tra regioni, tra Nord e Sud. Cos’è l’Atlante dell’infanzia a rischio? un progetto dispositivo permanente di georeferenziazione pubblicato annualmente. Riporta uno studio della situazione socio-culturale-economica della nostra nazione attraverso 140 indicatori dei quali ben 125 risultano specifici sull’infanzia. Leggere e considerare i risultati delineati in questa ricerca permette di istituire e costruire confronti geografici e multidimensionali. I 7 capitoli in cui è suddiviso tracciano un orizzonte abbastanza preoccupante da cui si evince che i nostri Neet, Bamboccioni, Jeeg Robot troveranno sempre più ostacoli ad affermarsi nel mondo futuro a causa di scarse e labili competenze acquisite, fragili capacità di giudizio critico e insicurezza nelle relazioni. Tra i tanti risultati ne sottolineiamo due che considerano la situazione abitativa e i vincoli educativi: il 13,7% non può svolgere attività extrascolastiche e il 13,2% non ha uno spazio dove poter svolgere i compiti; gli stessi non hanno mai l’opportunità e la gioia di assistere ad un concerto, uno spettacolo teatrale o visitare un museo. I genitori in possesso del titolo di scuola media si attestano al 42,3% e il 58,5% di bambini  e ragazzi con tali genitori è a rischio di povertà educativa. Il deficit di competenze già registrate con le indagini OCSE PISA si allinea a questi ulteriori indicatori: uno studente su quattro non raggiunge le competenze minime in matematica, il 29% di bambini che vive in famiglie svantaggiate non acquisisce gli strumenti essenziali per la lettura!

Antonella Agnoli. consulente nazionale per le biblioteche, precisa le ragioni per cui  è importante anticipare al bambino tutte le forme culturali: per evitare che sia portato ad acquisire abitudini lontane dalle sue realtà infantili. Le indagini purtroppo lo ritraggono sempre più assieme ai genitori all’interno di centri commerciali in cui spendono il tempo e le energie in attività avulse dalle loro esigenze di crescita e formazione. La biblioteca quindi deve sostituire queste “piazze commerciali” per sostituirle con le “piazze del sapere” in cui i giovani potranno socializzare anche con bambini e ragazzi di età differente. Con la sua annosa esperienza ribadisce inoltre la opportunità di studiare delle fasce orarie che possano agevolare la frequentazione non solo di mattina, auspicando l’apertura domenicale in cui potrebbe configurarsi l’evenienza anche dell’accompagno di un adulto educatore.

I bambini da 0 a 6 anni ci dimostrano di avere una straordinaria riserva di superpoteri tra cui la adattabilità e la resilienza. A loro è dedicata questa ricerca che non mira a compatire la situazione geografica bensì a sovvertirla facendo intavolare un dialogo operativo tra istituzioni, risvegliando l’interesse delle agenzie educative, percorrendo nuovi sentieri per salvare Pollicino dall’angoscioso futuro. Per iniziare a partecipare attivamente Save the Children sollecitatutti a prendere visione e firmare la petizione www. illuminandoilfuturo.it

CEDERNA, Giulio (a cura di): “ATLANTE DELL’INFANZIA A RISCHIO”, Save the Children, Milano 2016, Treccani, 280 p., € 14,90.

Claudia Camicia