Santaiole. Spiriti, folletti e paura nelle tradizioni popolari.

5ff888_12d4af60ad32477fa34cdc3522fed61c~mv2Folletti dispettosi, spiriti custodi delle mura domestiche, spiriti “oppressori”, inclini a turbare le notti delle proprie vittime. Queste entità sono, ad esempio, le “santaiole” e lo “scaramuzzille” pugliesi, il “munaciello” napoletano, le masche piemontesi, ma anche il popobawa africano o il “duende” spagnolo. Sono gli esseri misteriosi descritti in “Santaiole. Spiriti, folletti e paura nelle tradizioni popolari”, il saggio di Linda Callari appena pubblicato da C1V Edizioni per la collana di divulgazione scientifica “Scientia et Causa”.

Linda Callari, una laurea in Comunicazione interculturale all’Università di Torino e una forte passione per l’antropologia, descrive leggende e credenze che ruotano attorno a questi spiritelli, presenti con caratteristiche simili tra loro nelle culture di varie parti del mondo. Uno dei punti di domanda cui si risponde in questo libro è il seguente: come spiegare la compresenza di questi fenomeni in contesti culturali spesso assai diversi tra loro? E ancora: quali spiegazioni psicologiche e sociologiche alla base di queste similitudini?

Per descrivere il sistema dei valori e le credenze di chi sostiene l’esistenza di questi spiriti, l’autrice si basa parte su un’indagine antropologica sul campo, qualitativa: poche interviste ma in profondità, con pugliesi testimoni di esperienze da loro ricondotte alle “santaiole” e allo “scaramuzzille”. In più si avvale di una corposa letteratura scientifica, ma anche delle interviste con sei esperti: Massimo Centini, antropologo studioso della masca piemontese; Guillermo José Carrascón Garrido, docente di lingua e traduzione spagnola all’Università di Torino; Armando De Vincentiis, psicologo, consulente del Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale) e direttore della collana “Scientia et Causa”; Massimo Polidoro, segretario nazionale del Cicap; Franco Rinaldi, folklorista esperto di storia locale e tradizioni di Manfredonia (nel Foggiano); Pier Paolo Viazzo, docente di antropologia culturale all’Università di Torino.

Si tratta di un’indagine che guarda sia al vissuto dei testimoni “credenti” sia alle spiegazioni date dalla scienza. Un viaggio tra misteri e leggende che affonda nell’antichità e tocca le corde più nascoste dell’umanità.

Questo volume – dichiara l’editrice di C1V Edizioni, Cinzia Tocci – è frutto di un lavoro appassionato e rigoroso. Un lavoro in linea con lo spirito della collana “Scientia et Causa”, nata per fare luce con spirito critico su ciò che spesso è oggetto di credenze pseudoscientifiche e che spesso ricade nella sfera del cosiddetto “paranormale”. Dunque un nuovo tassello si aggiunge alla nostra collana scientifica per contribuire alla crescita individuale e sociale secondo un concetto di editoria consapevole e responsabile”.