Brutti, sporchi e gentili (Biancoenero edizioni)

Brutti_solofronteCi si può improvvisare rapinatori, mascalzoni o farabutti? Sembra di no, a quanto si legge in questa storia premiata in Francia e tradotta con bravura da F. Sorrentino.

Fin dalla copertina il lettore viene catturato dalle espressioni buffe e falsamente truci di loschi individui, con espressività e dettagli di tatuaggi e monili l’illustratore A. Chronopoulos descrive con efficacia la gang e il protagonista Alighiero.

Due canaglie decidono di rapire un giovane rampollo, appunto Alighiero, e di condurlo nella loro tana in mezzo ad una discarica. Sarà lì che, nonostante il loro atteggiamento spietato e strafottente, non riusciranno a creare una distanza con il rapito, anzi lo accudiranno con gentilezza seppur con buone dosi di approssimazione e stoltezza. Quella che doveva diventare la sua prigionia si tramuta in occasione per gustare un barbecue allegro e rumoroso, divertirsi con una caccia agli oggetti, sperimentare un’autonomia spensierata a cui non era abituato. Alighiero è un dodicenne viziato, autoironico e allergico che confida a se stesso, in questa narrazione in prima persona, i pregiudizi e gli stereotipi, le sue aspirazioni e le sue esigenze generando nel lettore una forte empatia. La conclusione appaga tutti, l’ilarità diffusa e la dimenticanza dell’assillo scandito dallo scorrere delle ore rendono i personaggi divertenti e originali. Ogni lettore ricorderà, in conclusione, che non è opportuno toccare oggetti taglienti non adatti ai ragazzi, come dimostra Alighiero decapitando il suo pollice in un avventato tentativo di tagliare la legna con un’ascia.

GUéRAUD, Guillaume: “BRUTTI, SPORCHI E GENTILI”, Biancoenero edizioni, Roma 2016, p. 64, € 12,50.

Genere: narrativa. Età: da 10 anni.

Claudia Camicia