Una raccolta di saggi su Giordano Bruno. Una volgare filosofia

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Esce per i tipi di Arbor Sapientiae Editore il libro “Giordano Bruno Una volgare filosofia”, una raccolta di saggi curata da Emiliano Ventura sulla figura di Giordano Bruno.

Una raccolta che spazi dal teatro alla poesia, dalla teologia alla filosofia, corre fatalmente il rischio di frammentare il pensiero del Nolano anziché unificarlo, come avvenuto per la sciagurata impresa accademica di stabilire una “Enciclopedia bruniana”. L’idea di sistematizzare, con una metodologia di tipo illuministico, un pensatore la cui grandezza risiede nell’intuizione e nella visione istintiva, può nascere soltanto dalla consueta pretesa di imprimere un sigillo di possesso, da parte di pedanti avvezzi a tener distinto il lessico dal pensiero. La catalogazione dei vari campi d’indagine ottiene il risultato di separare i percorsi interpretativi, anziché favorire la loro integrazione. A questo scopo, Emiliano Ventura rielabora e organizza qui, sotto un titolo ammiccante, una miscellanea di testi che affrontano temi capitali su cui si è soffermato negli ultimi anni, impegnandosi a conciliare le antinomie dei contrari, che popolano la filosofia di Giordano Bruno (dalla Prefazione di Guido del Giudice)

La vicenda e il pensiero di Giordano Bruno sono la testimonianza più autentica e originaria della filosofia come sfida, avventura e agone; in contrasto con la storia della filosofia italiana che ha una sua ‘attitudine’ o vocazione civile. Il Nolano Vive e ha vissuto la filosofia come conflitto aperto e costante, ha subito l’esilio dalla sua comunità, cosa che lo rende il più europeo dei filosofi. Si è nutrito dei pensatori europei che ha incontrato e studiato, ha reso il suo pensiero nelle forme più popolari, la lingua volgare italiana e il teatro; quelle forme e modalità che Remo Bodei definisce ‘ragione impura’ e che definiscono la ‘differenza italiana’ della filosofia.

Il suo pensiero parte dall’Italia e si nutre di Europa per essere poi rielaborato da altri pensatori europei. I filosofi e la politica dell’Italia post unitaria, retorica e autocelebrante, vedranno in lui uno degli artefici del pensiero europeo.

La ‘rivoluzione’ di Bruno, la più importante, non va ricondotta al sostegno dato all’eliocentrismo, che verrà poi attestato nel corso del secolo seguente, ma alla visione dell’uomo eccentrico messa in evidenza nello scritto. In un’ottica antiumanistica e antirinascimentale Bruno aveva sottratto all’uomo il ruolo di creatura privilegiata e centrale, aveva fatto crollare l’antropocentrismo (sarebbe meglio dire antropocentrismo europeo) che avrebbe poi condotto l’uomo alle tragedie della schiavitù, del colonialismo, fino ai pogrom e ai campi di sterminio. Forse tanto volgare non è questa filosofia, così come a volte è stata fatta passare, e se anche lo fosse è nella natura stessa della filosofia, come dice Mario Perniola, essere a suo agio sul trono di Marco Aurelio e nei panni luridi di Diogene.

Emiliano Ventura, Giordano Bruno Una volgare filosofia, Arbor Sapientiae, 2016.