Pedarchitettura: Linee storiche ed esempi attuali in Italia e in Europa

marcarini“Pedarchitettura”. Pare la parola giusta per evidenziare l’importanza del legame tra pedagogia e architettura degli spazi scolastici. Anche se, a prima vista, architettura e pedagogia possono sembrare campi di studio tra loro lontani, in realtà la collaborazione tra le due discipline è ampiamente studiata e analizzata. L’incontro e la “positiva contaminazione” tra pedagogia e architettura hanno visto e vedono i cultori delle due discipline collaborare per sviluppare idee innovative nella progettazione degli spazi scolastici. L’architettura degli edifici scolastici conta a livello internazionale numerosi studi e ricerche nei paesi anglofoni e di lingua tedesca ed anche in Italia lo sguardo su queste tematiche si è fatto, negli ultimi tempi, più attento e interessato.

Nel volume, si è cercato, quindi di rispondere alle seguenti domande:                                                                                                                                                           – Com’è possibile creare spazi flessibili per realizzare l’opzionalità didattica, che è strumento fondamentale per la personalizzazione educativa?             – Come può essere cambiato il setting organizzativo? È possibile pensare a gruppi di allievi costruiti con criteri diversi rispetto a classi esclusivamente anagrafiche?                                                                                                                                                                                                                                                                   – Possono essere riprogettati gli spazi scolastici senza grandi e costosi interventi architettonici, tenendo conto che non è possibile abbattere tutte le scuole? E come?                                                                                                                                                                                                                                                         – - – Quale apporto possono dare il sapere e la pratica architettonica in relazione alle esigenze di chi realmente abita la scuola?

Nella prima parte del volume, sulla base di una rapida ricostruzione del problema  nella storia dell’educazione dall’antichità ai nostri giorni,  si evidenziano alcuni concetti fondamentali che dovrebbero guidare la progettazione e/o riorganizzazione degli edifici scolastici: leggibilità, flessibilità, affordance e semantotopicità. Nella seconda parte sono presentate esperienze di architettura scolastica innovativa, sviluppate in alcuni paesi europei (Germania, Austria, Gran Bretagna, Portogallo e Danimarca). La Danimarca, in particolare, è presente con le esperienze della  Hellerup Skole di Gentofte e dell’Ørestad Gymnasium di Copenhagen. L’ultimo capitolo è dedicato ad una ricerca svolta all’Istituto Enrico Fermi di Mantova dove, con investimenti economici contenuti, sono state apportate modifiche strutturali e organizzative all’edificio scolastico che hanno determinato positive ricadute sulle relazioni educative e sulle metodologie didattiche. Sono, infine, brevemente menzionate alcune recenti iniziative indirizzate a promuovere lo sviluppo dell’architettura pedagogica e dell’innovazione didattica in Italia.

L’auspicio è di una “pedarchitettura” attenta alla persona e alla sua originalità, unicità e relazionalità proprio collegando tra loro due campi disciplinari.

L’autrice:

Mariagrazia Marcarini, Ph.D. in Formazione della persona e mercato del lavoro all’Università degli Studi di Bergamo, collabora alla cattedra di Pedagogia Speciale presso la medesima università, svolge un ruolo educativo e pedagogico presso il Polo Scolastico Manzoni del Comune di Milano ed è responsabile dell’Area strategica “Architettura scolastica” dell’ADi (Associazione Docenti e Dirigenti scolastici italiani).