Sette tipi di scale. La dimensione urbana della scala tra riti, spazialità e tempo

Da sempre la scala traduce in forme non solo la necessità pratica di collegare luoghi in dislivello, modellando e misurando con i passi le forme della terra, ma definisce uno spazio fisico per le più importanti aspirazioni spirituali dell’uomo. Pertanto la scala, come gli altri elementi universali dell’architettura, manifesta in primo luogo una funzione strettamente legata all’essenza della forma, una funzione ontologica, ed esprime poi un valore simbolico, che trascende la forma.

In un libro, pubblicato da Aracne, “7 tipi di scale. La dimensione urbana della scala tra riti, spazialità e tempo”, Paolo Marcoaldi” entra nel magico mondo delle scale studiandone variazioni formali e semantiche e il differente rapporto tra funzione ontologica e simbolica che esse determinano.  Una diversa attenzione su architetture lontane nel tempo o di un passato molto prossimo, che suggerisce una rilettura della storia dell’architettura a partire da un singolo elemento.

Paolo Marcoaldi (Roma, 1981) architetto e Dottore di Ricerca in Composizione Architettonica e Urbana. Ha collaborato con lo studio Sbarch di Federico Bargone e con Andrea Stipa. Ha partecipato a numerosi concorsi nazionali e internazionali sia in qualità di collaboratore che come progettista. Tra i suoi progetti più recenti va ricordata la riqualificazione dello showroom Expò a Civitavecchia della Aquilanti SPA. Fa parte del team diretto da Orazio Carpenzano per la riqualificazione del Museo della Casa della Terza armata a Redipuglia (in corso di progettazione). Dal 2011 svolge attività didattica e di ricerca presso la Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma. Dal 2013 è redattore del portale web ArchiDiAP. 7 tipi di scale. Scale e architettura tra riti, spazialità e tempo è il suo primo libro.