Tutti i vincitori dell’edizione 2015 del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica

Con il libro Cercatori di meraviglia. Storie di grandi scienziati curiosi del mondo, edito da Rizzoli, Amedeo Balbi si è aggiudicato l’edizione 2015 del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica. Il libro di Amedeo Balbi ha ricevuto anche il Primo Premio nell’area delle scienze matematiche, fisiche e naturali

Il libro è la storia della grande avventura della scienza. Tutti i grandi protagonisti della storia della scienza – dice Baldi – hanno qualcosa in comune: un’ingenua, entusiastica curiosità, l’abitudine di osservare, la consapevolezza di non possedere a priori la verità. È l’atteggiamento dei “cercatori di meraviglia” che da sempre anima chi tenta di capire il mondo interrogando direttamente la natura, con risultati migliori dopo Galileo, grazie all’uso del metodo sperimentale.

Nato a Roma nel 1971 Amedeo Balbi è un astrofisica dell’Università di Roma Tor Vergata. Accanto a un prestigioso curriculum accademico (ha, fra le altre cose, lavorato alla University of California a Berkeley con il Nobel George Smoot e collaborato alla missione spaziale Planck dell’ESA), si è dedicato alla divulgazione, curando dal 2006 keplero.org, uno dei più seguiti blog scientifici italiani, pubblicando La musica del Big Bang (2007), Seconda stella a destra (2010), Il buio oltre le stelle (2011) e i l fumetto Cosmicomic (con Rossano Piccioni; 2013) e collaborando con il Post, con quotidiani e periodici e con trasmissioni.

 

Il Premio della Sezione Giovani (under 35 anni di età) è stato assegnato a Graziano Ciocca per il libro I tori odiano il rosso. 10 false credenze sugli animali, pubblicato dalle Edizioni Dedalo.

Graziano Ciocca è un divulgatore scientifico laureato in Scienze biologiche presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Dal 2009 è presidente di G.Eco (www.gecologia.it), associazione che si occupa di diffusione del la cultura scientifica nelle scuole e con il grande pubblico.

Siamo circondati da false credenze sugli animali, è la tesi di Ciocca. Ci sono gli animali ninja, come l’istrice che lancia gli aculei o il camaleonte che scompare alla vista; gli animali problematici, come le “gazze ladre” cleptomani e i dobermann che impazziscono; infine, gli animali creduloni: noi. Questo libro analizza 10 false credenze che accompagnano altrettanti animali da secoli e cerca di smontarle una a una, indagando sulla loro origine e sul loro eventuale contenuto di verità.

 

La giuria del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica ha anche assegnato gli altri premi nelle diverse aree scientifiche.

 

Il Primo Premio nell’area delle scienze biologiche e della salute è stato assegnato a Nicolò Carnimeo per il libro Come è profondo il mare. La plastica, il mercurio, il tritolo e il pesce che mangiamo, edito da Chiarelettere.

Quanta “plastica” può tollerare il nostro organismo? Quanto mercurio c’è nel pesce che mangiamo? L’Adriatico è una discarica di tritolo? Perché meduse e alghe aliene invadono i nostri mari? A queste domande pochi sanno rispondere, non vi è coscienza di quanto oggi accade nel mare, come e perché il Mediterraneo e gli oceani stiano mutando rapidamente sotto i nostri occhi inconsapevoli. Da qui nascono tre reportage che Carnimeo ha scritto navigando oltre le rotte convenzionali nel mare di plastica, nel mare di mercurio e nel mare di tritolo: un’immensa discarica, fotografia e conseguenza del modo in cui abbiamo scelto di vivere. C’è però chi non ci sta a lasciare questa pesante eredità alle generazioni future. Un libro che è denuncia e racconto insieme.

Nicolò Carnimeo insegna Diritto della navigazione e dei trasporti all’Università di Bari. Dopo un viaggio in Nigeria e Malesia ha scritto Nei mari dei pirati (Longanesi). Ha anche pubblicato il libro Montenegro,Viaggio senza tempo (Giorgio Mondadori). Collabora con “Limes”, “La Stampa”, “il Fatto Quotidiano”, “La Gazzetta del Mezzogiorno” e la trasmissione LINEA BLU (Rai 1).

 

Il Primo Premio nell’area delle scienze dell’ingegneria e dell’architettura è stato assegnato a Paolo Gallina per il libro L’anima delle macchine delle Edizioni Dedalo.

Il libro ruota attorno a un’ipotesi impopolare: abbiamo bisogno di macchine e tecnologia come di amore e ossigeno. L’autore dà corpo alla tesi descrivendo sia gli aspetti tecnologici delle macchine, che tendono a diventare sempre più «simili all’uomo», sia il rapporto emotivo dell’uomo con la macchina. Forte di un’attiva ricerca sul campo, l’autore mescola con irriverenza ed equilibrio casi scientifici a esperienze quotidiane di vita domestica, fornendo un quadro insospettato e convincente della nostra dipendenza tecnologica. Per raggiungere tale scopo, adotta uno stile semplice e lineare, a tratti divertente, condito di molti esempi, come «la tortura di una formica», «i fumetti manga» e la «ricerca della felicità». Alla fine di questo viaggio scientifico, il lettore arriverà a comprendere i meccanismi consci e inconsci con cui la mente umana si adatta ai robot, ai prodotti digitali e agli innumerevoli sistemi di realtà virtuale che il genere umano ha costruito attorno a sé.

Paolo Gallina (1971) è professore di Robotica presso l’Università di Trieste e autore di numerosi articoli scientifici. È stato volontario internazionale in Sudan. Nel 2011 ha pubblicato La formula matematica della felicità (Mondadori).

 

Il Primo Premio nell’area delle scienze dell’uomo, filosofiche, storiche e letterarie è andato a Claudio Tuniz e Patrizia Tiberi Vipraio per il libro Homo sapiens. Una biografia non autorizzata, pubblicato da Carocci editore.

Basata sulle più recenti scoperte scientifiche, questa biografia racconta vita, morte e miracoli dei nostri lontani antenati. E’ una storia avventurosa, divertente, drammatica, sulle diverse specie umane che hanno popolato la Terra e che hanno lasciato tracce nei nostri geni. Anche noi, ultimi sopravvissuti, siamo stati sull’orlo dell’estinzione. Poi abbiamo conquistato il mondo, grazie ad una particolare caratteristica della nostra mente. In Homo sapiens si racconta anche la vita dei bambini, delle donne e delle prime società umane dell’ultima era glaciale, quando, assieme all’arte e alla musica, nascevano la violenza organizzata, la ricchezza e la disuguaglianza. Ancora una volta emerge tutta l’ambivalenza della nostra natura creativa e distruttiva.

Claudio Tuniz è uno scienziato del Centro internazionale di fisica teorica di Trieste. Con Carocci editore ha pubblicato L’atomo inquieto (2014).

Patrizia Tiberi Vipraio è stata professore ordinario di Politica economica e docente di Economia internazionale presso l’Università di Udine.

 

Il Primo Premio nell’area delle scienze giuridiche, economiche e sociali è stato assegnato infine a Roberto Petrini per il libro Controstoria della moneta, pubblicato da Imprimatur editore.

Il libro ricompone il disordine di oltre due millenni di vicende della moneta, raccontando i fatti del passato, mettendo in luce rapporti di forza e di potere, individuando gli influssi culturali e scoprendo, con un linguaggio alla portata di tutti, il filo rosso che ha condotto inesorabilmente l’economia mondiale alla crisi di oggi. Una controstoria della moneta che spiega, scrutando nelle pieghe dei secoli, l’eterno conflitto tra debitori e creditori, e come i guai di oggi possono essere decifrati solo con una full immersion nella macchina del tempo.

Roberto Petrini, inviato di «la Repubblica», si occupa quotidianamente di economia. Divulgatore e studioso di storia economica e storia del pensiero economico, ha tenuto seminari e lezioni universitarie. Tra i suoi libri Il declino dell’Italia (Laterza, 2005) e Processo agli economisti (Chiarelettere, 2009, tradotto in spagnolo per Alianza Editorial). Ha raccolto le testimonianze biografiche di Paolo Sylos Labini (Un paese a civiltà limitata, Laterza, 2001) e di Giorgio Fuà (Uomini e leader, Centro Calamandrei, 2000). Recentemente ha pubblicato il saggio L’Iri nei tre anni fatali: la crisi del paese e la svolta delle privatizzazioni (1990-1992) apparso nel volume Storia dell’Iri (Laterza, 2013).

 

Nella Sezione Articoli del Premio, dedicata agli autori di articoli giornalistici e di divulgazione scientifica si è classificato al primo posto Gianluca Ranzini, vicecaporedattore di Focus. Astrofisico, già direttore scientifico del Planetario “Ulrico Hoepli” di Milano, Ranzini è stato tra i fondatori dell’Associazione dei Planetari Italiani, di cui è presidente. Ha pubblicato oltre 200 articoli divulgativi su riviste tra cui L’Astronomia, Il Cielo, Nuovo Orione, La macchina del tempo, Coelum, Focus e Focus Junior, L’Unione Sarda, Geo.

Secondo classificato: Maurizio Garbati per un suo articolo su Darwin pubblicato sulla rivista Sapere. Garbati, professore di Tecnologia, si occupa di progetti di ricerca per l’innovazione metodologica in area scientifico-tecnologica con particolare attenzione ai rapporti tra le nuove tecnologie e l’allestimento di ambienti didattici.

Terzo classifica: Vincenzo Palermo per i suoi articoli su Sapere, di cui cura la rubrica Storie di Scienza. Vincenzo Palermo si occupa di nanotecnologia e materiali avanzati per il CNR di Bologna.

 

Al primo posto nella Sezione Articoli riservata ai Giovani (under 35 anni di età) è risultata Valentina Tudisca per i suoi articoli su nationalgeographic.it e oggiscienza.it.

Nata a Roma nel 1982, Tudisca si è laureata in fisica alla Sapienza è ha al suo attivo un dottorato a Roma Tre e un Master in Comunicazione della Scienza alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. Scrive articoli per diverse testate. Da febbraio 2015 fa parte del gruppo di ricerca Comunicazione della Scienza ed Educazione dell’IRPPS-CNR, per un progetto europeo che mira a promuovere l’uso dei risultati scientifici nella politica. Da quest’anno cura anche la rubrica di news scientifiche della rivista Sapere.