Foucault oltre Foucault. A trent’anni dalla scomparsa del grande pensatore francese

th_1dd1d6fe940b0becc9a0299f6069644e_foucaultoltrefoucaultNato nel 1926 a Poitiers e morto a Parigi nel 1984, Michel Foucault ha insegnato a Parigi, Varsavia, Amburgo. Nel 1979 ha ricevuto la nomina di professore di storia dei sistemi di pensiero al Collège de France. I suoi interessi scientifici furono molteplici: dalla filosofia alla sociologia, alla storia. Ha studiato lo sviluppo delle prigioni, delle scuole, degli ospedali, delle organizzazioni sociali.

Nel trentennale della sua morte la casa editrice Derive Approdi, manda in libreria un libro di Sandro Chignola, uno dei più riconosciuti interpreti del suo pensiero: Foucault oltre Foucault. Una politica della filosofia.

«Scrivere su Foucault – scrive l’autore nella premessa – espone a un duplice rischio. Da un lato quello di fare di lui un Autore. Dall’altro, quello di dissolverlo, estrapolando troppo facilmente dai suoi lavori formule, categorie o concetti, per reimpiegarli in altri contesti e ad altri fini»

Studiare Michel Foucault nei suoi testi – spiega ancora l’autore – non significa riassegnarlo alla filosofia. Significa piuttosto ripensare la stessa filosofia, la consistenza e la pretesa autonomia dei suoi archivi, i limiti entro i quali essa si è perimetrata in quanto sapere universitario, per provare a metterli in crisi. Fare questo non significa però, certo, abbandonare la filosofia. Ciò che si rende così disponibile, al contrario, è un movimento di andata e ritorno tra il suo interno e il suo esterno; un esterno fatto di processi, pratiche, conflitti, sui quali si misurano, qualora la filosofia sappia raccoglierne la sfida, il suo passo e la sua capacità di tenuta. Foucault, in questa prospettiva, può essere studiato come filosofo e contemporaneamente come destabilizzatore radicale dello statuto della filosofia come sapere. Egli ci offre un esempio, uno dei più radicali, di un’autentica politica della filosofia. Una politica della filosofia in grado di spezzare l’inerzia di una tradizione, quella della filosofia politica in particolare, e la separazione tra prassi e teoria».

Sandro Chignola è professore ordinario di filosofia politica presso l’Università di Padova e Visiting Professor presso la Universidad Nacional de San Martin (UNSAM) di Buenos Aires. Fa parte del comitato scientifico di diverse riviste in Italia e all’estero. Scrive sulle pagine culturali de «il manifesto». I suoi ultimi libri sono: Storia concettuale e filosofia politica (Angeli, 2008); Il tempo rovesciato. La Restaurazione e il governo della democrazia (Il Mulino, 2011); Il diritto del comune. Crisi della sovranità, proprietà e nuovi poteri costituenti (ombre corte, 2012).