Stressbook. Altro che social metwork

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Un grande scienziato, Albert Einstein, una volta ha detto: “Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità, perché il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti”. Quel giorno sembra ormai alle porte e l’umanità pare aver accelerato la sua corsa verso un futuro di macchine, relazioni virtuali e valori alienanti.

Nel libro “Stressbook” (Secop Edizioni, 2013) Cosimo Scarpello passa in rassegna gli aspetti più comuni di quello che può essere considerato l’emblema dei nuovi modelli di comunicazione e di relazioni interpersonali: il social network. Ne vengono evidenziati effetti e ricadute comportamentali, e stigmatizzate contraddizioni e assurdità.

“Cos’è un social network?”, si domanda l’autore: “Social network è una parola inglese che in italiano si traduce rete sociale e, secondo la definizione che ne dà Wikipedia, consiste in un qualsiasi gruppo di individui connessi tra loro da diversi legami sociali che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari. Le reti sociali sono spesso usate come base di studi interculturali in sociologia, in antropologia, in etologia”.

Il libro permette una visuale più vicina e diretta della profonda rivoluzione culturale apportata da questo nuovo tsunami.

Cosimo Scarpello è autore di pubblicazioni scientifiche e letterarie. La sua particolare vocazione per lo studio e l’approfondimento del diritto penale gli consente, nel 1997, di accettare l’incarico di componente del comitato scientifico dell’ “Accademia degli Studi Giuridici”, scuola di alta formazione giuridica, avente sede in Bologna, con finalità di preparare, al termine dei rispettivi studi universitari, aspiranti magistrati: in questa veste egli dapprima cura, in qualità di responsabile, la didattica del diritto e della procedura penale; in un secondo momento, su richiesta della casa editrice “Maggioli” e del presidente della stessa associazione, pubblica gli argomenti delle proprie dissertazioni. Nel 1998, infatti, quando Ugo Di Benedetto (magistrato del TAR dell’Emilia Romagna e presidente dell’”Accademia Degli Studi Giuridici”) cura la stesura del trattato “Diritto penale. Giurisprudenza e casi pratici”, edito da “Maggioli”, affida a Cosimo Scarpello la redazione di nove capitoli, corrispondenti ad altrettanti istituti di parte generale del diritto penale: “Il nesso di causalità”; “Il principio di colpevolezza”; “L’imputabilità”; “La coscienza e volontà della condotta”; “Il caso fortuito”; “Il dolo”; “La responsabilità preterintenzionale”; “L’aberratio ictus”; “L’aberratio delicti”. Un anno dopo, nel 1999, redige un commento della sentenza della Corte di Cassazione n. 1957 dell’8 gennaio 1999, che sancisce un importante orientamento giurisprudenziale in tema di accertamento della responsabilità penale nell’attività medico-chirurgica; commento poi pubblicato sulla rivista giuridica on-line “www.diritto2000.it”. Nel 2001 gli impegni professionali lo costringono ad abbandonare l’incarico all’interno dell’associazione, ma non a trascurare la produzione scientifica che, nel 2002, si arricchisce di una monografia, edita da “Cedam”, dal titolo “L’archiviazione”. Di recente si dedica anche alla produzione letteraria: nel 2012, con una raccolta commentata di singolari ed esilaranti strafalcioni linguistici, dal titolo “Impasseport. Gli strafalcioni della politica o la politica degli strafalcioni?”, edita da “Secop”; nel  2013, con un saggio intitolato “Stressbook”, edito sempre da “Secop”, in cui vengono analizzati, con sottile e sferzante ironia, i profondi cambiamenti che hanno travolto e stravolto il pensiero, i comportamenti e i modelli comunicativi dell’umanità, riconducibili all’utilizzo dei social network.