Esce l’Atlante delle dipendenze del Gruppo Abele

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L’arcipelago delle dipendenze si estende a dismisura: droghe naturali e sintetiche, psicofarmaci, alcol, tabacco ma anche gioco d’azzardo, lavoro, acquisti compulsivi, sesso, cibo, Internet e via seguendo… È un arcipelago eterogeneo che interessa milioni di persone e provoca interventi istituzionali contraddittori, da un proibizionismo cieco e autoreferenziale sino a un marketing senza limiti. Per cui si rendono sempre più necessari strumenti di analisi e di approfondimento non settoriali. Da questa consapevolezza nasce l’Atlante delle dipendenzepubblicato dalle Edizioni del Gruppo Abele (2014) – che, con le sue 98 voci, si propone come una cassetta degli attrezzi per operatori e come un veicolo di conoscenza per tutti.

A curare il volume sono stati chiamati Leopoldo Grosso, psicologo e psicoterapeuta, autore di numerose pubblicazioni in tema di dipendenze, consumi e problematiche giovanili e Francesca Rascazzo, sociologa e autrice, con Mauro Croce, del libro Gioco d’azzardo, giovani e famiglie (Giunti, 2013).

Pubblichiamo di seguito la prefazione dei due studiosi al volume.

Che relazione c’è tra un sommergibile leggero costruito nella foresta amazzonica e destinato a trasportare cocaina fino alle coste della Galizia e l’ansia da prestazione di molti occidentali che devono rendersi visibili a ogni costo allo sguardo degli altri e primeggiare in tutto? Come faranno a tenere la scena in discoteca, vincere la gara in bicicletta, essere estremamente efficienti nello studio o sul lavoro, oppure a dimostrare esuberanza sessuale?

Come fili invisibili ma sempre più fitti, le sostanze psicoattive e i comportamenti di addiction permeano sempre di più i tanti settori della vita: dall’economia criminale del narcotraffico alla concorrenza negli svariati ambiti dell’economia legale a seguito degli investimenti post-riciclaggio; dai gruppi mafiosi che governano interi territori, agli insospettabili e collusi ambienti finanziari e industriali che beneficiano dei vantaggi della corruzione; dalla miseria dei contadini che nelle zone povere del mondo, coltivano quei prodotti, poi consumati in prevalenza là dove ci sono i soldi per acquistarli, alle culture del divertimento e dello svago. Dall’onu ai comitati di quartiere di ogni città, la “droga”, e non solo quella illegale, è al centro di analisi, confronti e provvedimenti. In gioco c’è l’esistenza delle persone dipendenti e i rapporti con le loro famiglie, la sopravvivenza economica di molti gruppi sociali, l’ampia area di consumatori che impatta con le legislazioni repressive, i danni non solo sanitari che si estendono a macchia d’olio nella società, un numero esorbitante di “addetti” che si occupano dei molti e variegati aspetti della problematica.

Un fenomeno che è anche oggetto di una velocissima trasformazione nel tempo. Prodotti e consumi “perfetti” per estraniarsi dalla realtà, o ancor più per esserne all’altezza, dipendenze che non sono solo da sostanze psicoattive, ma anche da comportamenti: dall’alimentazione al gioco d’azzardo, per arrivare fino a Internet, allo shopping compulsivo, alle dipendenze sessuali e affettive e persino all’ossessione da esercizio fisico.

Oggi il consumo prevale sulla dipendenza – uso, abuso e dipendenza non sono la stessa cosa –, senza tuttavia cancellarla. L’abuso si insinua in molti stili di vita, costringendo le persone ad affannose rincorse a soddisfare aspirazioni e richieste di adeguamento sempre più esigenti. Gli intrecci tra l’individuo e la società, l’economia e la cura della salute, il crimine e gli sbandamenti di molte vite oneste, il desiderio e il divieto, l’ambiguità di una parola come drug che significa droga, ma anche farmaco, impongono oggi la necessità di possedere strumenti cognitivi tali da sapersi orientare in tutti gli svariati ambiti connessi al fenomeno della droga. L’Atlante delle dipendenze descrive le sostanze psicoattive, legali e illegali, e i tanti comportamenti di addiction; tratta dei consumi e degli abusi come dei percorsi di trattamento. Spiega in cosa consiste la riduzione dei danni e dei rischi. Propone alcune considerazioni in merito alle politiche sulla droga, ai loro costi, al ruolo istituzionale delle Regioni e delle città in materia; affronta questioni cruciali come proibizionismo, antiproibizionismo e legalizzazione. Descrive le legislazioni con il doppio sguardo sull’Italia e sull’Europa. Racconta il mondo dei servizi, delle comunità terapeutiche, dei Ser.T e dei molti altri luoghi preposti alla cura e al sostegno delle famiglie. Indaga sulla prevenzione e sui diversi modi di intenderla e di interpretarla. Propone alcuni approfondimenti sul ruolo dell’informazione e delle rappresentazioni del consumo e della dipendenza, cercando di mettere in luce il nesso tra il fenomeno e la società.

Alla scrittura dell’Atlante delle dipendenze hanno contribuito 92 autori, con competenze professionali e con personali punti di vista, risultato di anni di lavoro nel settore e della passione che ciascuno vi ha messo. Gli stessi argomenti sono trattati secondo angolature differenti e alcune considerazioni non sono sempre collimanti, ma è anche dal loro confronto che il testo trae una ricchezza aggiuntiva e, a noi pare, un giovamento.