Riccardo Gallo si aggiudica l’edizione 2014 del Premio “Radici – Territorio & Letteratura”

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Con la Storia millenaria di una famiglia della Costa Amalfitana, edito dal Centro di Cultura e Storia Amalfitana e dalla Società Napoletana di Storia Patria, Riccardo Gallo si aggiudica l’edizione 2014 del Premio Nazionale “Radici – Territorio & Letteratura” bandito dall’Associazione Italiana del Libro.

Il Premio, ispirato al rapporto che intercorre tra territorio, letteratura e cultura, intende accrescere nella popolazione l’interesse per le radici culturali e letterarie della propria terra, contribuendo a promuovere la cultura come bene insostituibile di coesione, di crescita sociale e di sviluppo anche economico dei territori.

Al secondo posto si classificano ex aequo Il Cammino di Efix tra i luoghi di Canne al vento di Neria De Giovanni, pubblicato a cento anni dalla prima edizione del celebre romanzo di Grazia Deledda nella nuova collana delle Passeggiate Letterarie della casa editrice Nemapress, e i Racconti in bottiglia curati da Paolo Verri per RCS MediaGroup SpA e il Corriere della Sera nell’ambito di un progetto promosso dalla città di Marsala e dalla Regione Siciliana in occasione della nomina della città di Marsala a Capitale Europea del Vino.

Conquista il terzo posto il Viaggio letterario nell’isola di Sardegna curato da Giuseppe Pusceddu per la rivista MieleAmaro (Cuec Edizioni), con i contributi originali di Michela Murgia, Marcello Fois, Alberto Capitta, Daniele Barbieri, Annalisa Ferruzzi, Gianluca Floris, Salvatore Orunesu, Anna Maria Ganga, Nello Rubattu, Mama Sabot, Nigel Foxell, Gianluca Medas, I Portoghesi Esclusi.

 

Colophon e Copertina Storia millenariaStoria millenaria di una famiglia della Costa Amalfitana presenta i risultati di un’indagine svolta sull’origine della famiglia Gallo, originaria di Agerola nel Mille, poi presente a Praiano fino al Settecento, quindi a Napoli. Vengono analizzate la sua attività economica, le proprietà, l’evoluzione sociale, le vicende private. Il lavoro dimostra che, se condotta con metodo scientifico e con la fruizione di archivi di Stato, comunali, diocesani, notarili, bancari, un’indagine familiare può arrivare a coprire un arco anche di parecchi secoli e può offrire riscontri economico-sociali utili alla più generale ricerca storica.

Riccardo Gallo è ordinario di Economia Applicata. Insegna presso la Facoltà di Ingegneria della Sapienza, Università di Roma. In passato ha integrato con successo attività universitaria e compiti di risanamento del sistema produttivo italiano, svolti in ambiti aziendali, finanziari, governativi.

Riportiamo di seguito l’introduzione di Riccardo Gallo al libro:

Un’indagine sull’origine di una famiglia, sulla sua attività economica, le proprietà, l’evoluzione sociale, le vicende, se condotta con metodo scientifico e con la fruizione di archivi di Stato, comunali, diocesani, notarili, bancari, può arrivare a coprire un arco anche di parecchi secoli e può offrire riscontri economico-sociali utili alla più generale ricerca storica. In questo lavoro, l’autore presenta i risultati di un’indagine da lui svolta nel triennio 2009-2012 sulla storia della sua famiglia Gallo, di cui in partenza egli disponeva solo dei dati anagrafici del Novecento e di una foto dello stemma di famiglia.

L’indagine ha dapprima consentito una ricostruzione dell’albero genealogico nell’Ottocento grazie alla documentazione reperita a Napoli nella parrocchia de’ Vergini e nello Stato Civile del Comune, istituito da Gioacchino Murat nel 1808. Poi, grazie all’Archivio notarile e all’Archivio storico diocesano di Napoli, è stato possibile ricostruire l’albero nel Settecento e accertare che in quel secolo l’antenato diretto operava come maestro tessitore di drappi nell’Arte della seta. Con questa traccia, nelle relative matricole presso l’Archivio di Stato di Napoli è stato trovato che quell’antenato proveniva da Praiano sulla costa amalfitana. L’indagine si è allora spostata presso gli archivi parrocchiali e diocesani della costa, sulla cui base, passo dopo passo, è stato possibile ricostruire l’albero genealogico fino a metà Cinquecento quando, in esecuzione dei dettati del Concilio di Trento, furono istituite alcune parrocchie e queste adottarono un po’ alla volta i registri dei matrimoni, dei battesimi, delle sepolture e poi, ai sensi del Rituale Romanum di papa Paolo V del 1614, i cosiddetti Stati Animarum.

A questo punto, in mancanza di una precedente documentazione ecclesiastica, la ricerca genealogica non è potuta andare ancora più indietro nel tempo. Tuttavia, al duplice scopo di cercare eventuali radici dello stemma di famiglia e di offrire alla discussione ipotesi attendibili sulla provenienza nel Medioevo di quella famiglia Gallo, l’indagine ha ricompreso una rilettura delle fonti e degli antichi testi di storia locale: il Codice Diplomatico Amalfitano; il Codice Perris, Cartulario Amalfitano, Sec. X-XV; le Pergamene degli Archivi Vescovili di Amalfi e Ravello; i Regesta Amalfitana; gli Archivi dei Monasteri di Amalfi; Le Pergamene dell’Archivio Vescovile di Minori; la Istoria dell’antica Repubblica d’Amalfi di Francesco Pansa; le Memorie storico-diplomatiche dell’antica città e ducato di Amalfi di Matteo Camera.

In parallelo, con un ampliamento dell’indagine presso l’Archivio di Stato di Napoli e gli archivi storici del Notariato e del Banco di Napoli, è stato possibile aggiungere una miriade di dettagli alla conoscenza delle vicende lavorative, economiche, finanziarie, patrimoniali, civili della famiglia sia nel Settecento che nell’Ottocento. Dopo una scrupolosa opera di verifica incrociata, si è proceduto a dipanare e riordinare l’enorme massa di dati raccolti.

In questo lavoro, per consentire una maggior facilità di lettura, sia pure a scapito dell’aderenza al filo logico e alla sequenza cronologica con cui è stata svolta l’indagine nel triennio, si è scelto di esporre i risultati secondo il volgere dei secoli, dal Medioevo ai giorni nostri. Il lavoro si articola in quattro parti, relative ad altrettanti periodi storici. Nella prima, dopo alcuni paragrafi necessari a inquadrare la costa e i suoi abitanti dal Mille ai primi del Cinquecento, vengono sistematizzati i riferimenti ai Gallo, distinguendo tra i diversi rami, magari solo omonimi sia pur corregionali e contemporanei, ed elaborando ipotesi sull’insediamento del ceppo di origine della famiglia oggetto dell’indagine. Nella seconda parte, dal Cinquecento agli inizi del Settecento, vengono proposti alcuni riscontri all’ipotesi di insediamento medioevale della famiglia, e viene studiato l’impatto del Concilio di Trento e della demanializzazione del Ducato di Amalfi su quella società. La terza, più ampia, dal 1728 all’Unità d’Italia, analizza l’affermazione imprenditoriale della famiglia nel campo della seta a Napoli e i processi di accumulazione prima e distruzione poi di un ingente patrimonio immobiliare.

La quarta analizza, per la seconda metà dell’Ottocento e per il Novecento, l’inserimento dei membri della famiglia dapprima nella burocrazia dello Stato unitario, poi nella classe dirigente, fino all’odierna economia globale.

Le vicende dell’età moderna hanno per sfondo l’Arte della seta, il Ducato di Amalfi, il Regno di Napoli e l’Italia unita. Tuttavia, al di là di alcuni necessari paragrafi iniziali, si è scelto qui di privilegiare il contenuto più originale del lavoro e di limitarsi a rimandi a fonti storiche qualificate.

Riccardo Gallo