La ciurma di Virgilio: una scuola racconta in un libro la Valle dei Templi di Agrigento

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Dopo il teatro delle ombre, la messa in scena di uno spettacolo (“Alla ricerca di Nemo”), i laboratori di scrittura creativa (“Verso la poesia” e “La macchina inventafiabe”)  e una moltitudine di progetti realizzati durante l’anno scolastico (“Orto in Condotta”,“Frutta nelle scuole”, “World classroom”, esami Trinity, laboratori PON, ecc.) una scuola di Caltanissetta, si è inventata “La ciurma di Virgilio”, ovvero la fantasia applicata al metodo della ricerca storico-geografico-scientifica. Occasione la visita alla Valle dei Templi di Agrigento in cui i monumenti e i reperti museali sono diventati i protagonisti attivi della trama, e, come in un gioco di specchi, si sono riflessi nello sguardo degli alunni, entrando nel loro mondo, acquisendo un valore nuovo.

“I ragazzi sono consapevoli dell’importanza del passato, delle tracce e degli insegnamenti positivi che ci ha lasciato la storia e creano una via di collegamento con il futuro, poiché anche loro stanno facendo e vivendo la storia”, spiega la prof.ssa  Irene Cinzia Maria Collerone, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo statale Martin Luther. King di Caltanissetta. Il motto della nostra Ciurma è “From the past to the future” (dal passato al futuro). I ragazzi hanno scelto Virgilio come filo conduttore, poiché, come dicono loro “è la guida più affidabile della letteratura!”. E da quella visita è nato un libro

“La metafora del viaggio – spiega Irene Cinzia Maria Collerone - è tra le più antiche forme retoriche per raccontare un cammino di crescita, di sviluppo, di scoperta. Il viaggio è anche in questo testo metafora di un percorso di conoscenza e di crescita che ha coinvolto i ragazzi nel corso della scuola primaria e che li ha preparati ad altri viaggi e ad altre avventure di crescita culturale e umana. Sono stati forniti loro gli alfabeti e i linguaggi culturali, gli strumenti e le “attrezzature” utili e necessarie per proseguire la loro avventura, come singoli e come appartenenti ad una comunità che affonda le sue radici in un passato fecondo per proiettarsi in un futuro di progresso e promozione umana. In questo gustosissimo racconto fantastico scritto a più voci e a più mani dai ragazzi della V classe con la regia dell’insegnante Siina, facciamo un tuffo nel tempo e, come in un eccezionale ipertesto, siamo invitati a viaggiare su diversi binari temporali: l’immediato presente in cui si impernia l’avventura conoscitiva dei ragazzi protagonisti del racconto con tutti gli strumenti culturali e tecnologici più attuali, il passato originario più remoto in cui i protagonisti sono luoghi, oggetti e personaggi delle più antiche epoche della storia di Caltanissetta e della Regione Sicilia, e il tempo onirico in cui i due piani passato e presente si intrecciano e si fondono per generare spazi di creatività”

“Ad uno sguardo attento – prosegue Irene Cinzia Maria Collerone - non sfugge che impalcatura di tutto il racconto è la ricerca: ricerca metodologico-didattica, per rendere accessibili i contenuti del sapere agli studenti sollecitando le intelligenze multiple da loro possedute, la ricerca storica che fornisce il contenuto alle sequenze del racconto, la ricerca iconografica che correda il testo, la ricerca dell’integrazione dei saperi. Non sfugge, inoltre, la presenza di veri “maestri” alla guida della “ciurma”: Virgilio il Vate qui chiamato ad illuminare il cammino non di un singolo, ma di un intero gruppo all’inizio del “cammin di” loro “vita” e un altro Vate, il Maestro di vita, che si mette insieme ai suoi ragazzi alla ricerca, che usa con loro e per loro gli strumenti più adeguati alla conoscenza e più vicini ai loro interessi, suscitando desiderio di sapere”.

Il libro è un saggio di bravura di tutti i suoi protagonisti e coautori, ma soprattutto la documentazione di competenze e abilità acquisite in un contesto motivante e ricco, che ha saputo offrire occasioni ed esperienze significative. E’, ancora, la testimonianza che non è finito il tempo dell’educazione e dei grandi “maestri” di cui, proprio il tempo in cui viviamo, ha tanto bisogno.