La scommessa del Comune di Cascina: “La cultura come elemento strategico di sviluppo”

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Nel programma amministrativo al 2016 approvato dall’Amministrazione comunale di Cascina, da attuare in stretta unità di intenti con i comuni limitrofi di Pisa, Calci, Cascina, San Giuliano Terme, Vecchiano e Vicopisano, viene sottolineato con forza il ruolo che la cultura può giocare come elemento fondante ed identitario delle comunità, ponte tra tradizione manifatturiera e nuove realtà imprenditoriali, come elemento di sviluppo per attività formative e come elemento di coalizione di tutti i soggetti istituzionali ed economici del territorio.

Riproduciamo di seguito il capitolo del Piano espressamente dedicato alla cultura.

La pesante crisi congiunturale che l’Italia sta attraversando e la totale assenza di una politica culturale stanno provocando danni pesantissimi alla tutela e alla valorizzazione del nostro patrimonio. L’obiettivo è il rilancio della politica culturale nel nostro Paese.

Anche a livello locale la cultura può giocare un ruolo come elemento fondante ed identitario delle comunità, come elemento strategico di sviluppo, come ponte tra tradizione manifatturiera e nuove realtà imprenditoriali, come elemento di sviluppo per attività formative e come elemento di coalizione di tutti i soggetti istituzionali ed economici del territorio. A Cascina la cultura dovrà quindi diventare uno degli obiettivi strategici per la nuova amministrazione, non in un’ottica di tutela, ma come motore di sviluppo del nostro Comune, pensiamo alla Badia, al Corso come museo a cielo aperto, all’area di San Casciano e alle altre pievi del territorio. Il patrimonio artistico, culturale e ambientale di Cascina dovranno dunque essere valorizzati, messi in rete ed inseriti in circuiti formativi ed imprenditoriali per attivare quella che recentemente è stata battezzata golden economy.

Lo sviluppo dell’economia dei beni culturali e dei beni immateriali dovranno essere realizzati tenendo come punti fermi: la qualità, l’innovazione, il rispetto del territorio e della sua storia. Si dovrà inoltre tener conto del percorso di crescita delle risorse presenti nel nostro comune, partendo dall’esperienza degli amministratori e dal contributo dell’associazionismo e del maggior ente culturale cascinese, il teatro Politeama, in una ridefinizione dell’idea di comunità in un territorio molto cambiato in questi ultimi dieci anni.

Un elemento importante, in particolare in un periodo in cui il tema delle risorse economiche, ridotte con la crisi, diventa ancor più centrale. In ambito più locale l’impegno può portare a una politica culturale ben definita per il comune; nell’area pisana e provinciale questo può invece portare, in particolare per le politiche sul teatro, a operazioni di economia nella gestione amministrativa, partendo da operazioni di accentramento dei servizi accessori all’attività teatrale.

La nuova amministrazione dovrà impegnarsi a promuovere un percorso che porti alla costituzione di un’unica società che gestisca beni e attività culturali realizzate sul territorio pisano. Sarà inoltre centrale potenziare la specificità del nostro teatro affiancando alla vocazione d’arte civile, riconosciuta in ambito nazionale e regionale, una peculiarità generazionale, orientata alla crescita dei giovani gruppi teatrali e musicali nonché una maggiore identificazione dei rapporti con l’Università. La realizzazione del terzo lotto del Politeama è un importante passo in questa giusta direzione.

In fase di definizione degli obiettivi programmatici è necessario individuare una linea politica che punti a costituire un modello che possa mettere a sistema tutte le risorse presenti sul territorio. In questo senso il modello utilizzato per la sanità, con la società della salute, può essere di riferimento per delineare l’idea di una “società della cultura”, che renda possibile attività e gestione delle scelte basate su una consapevolezza condivisa tra gli enti e le istituzioni operanti nel settore, come obiettivo sia per l’ambito comunale che provinciale. Abbiamo una forza in più, che è il grande tessuto associativo presente nella nostra città. E’ opportuno prevedere, nei nuovi strumenti della pianificazione territoriale e mettendo anche a disposizione il patrimonio del comune, un polo delle associazioni, come ulteriore elemento di vita e socialità del nostro territorio.

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